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“Uniti nel cuore”: Glitter, Musica e Solidarietà al Party degli Industriali di Napoli

Ritorna come ogni anno il Charity Christmas Gala “Uniti nel Cuore”, il Party di Natale delle associazioni dei giovani professionisti di Napoli, che si è tenuto mercoledì 20 dicembre presso la Stazione Marittima.

L’evento è stato promosso dal Comitato Uniti Nel Cuore guidato dal Presidente del Gruppo Giovani Industriali Napoli Vittorio Ciotola di cui fanno parte le associazioni di giovani professionisti di Napoli quali: Giovani Costruttori Acen – presidente Umberto Vitiello; Giovani Imprenditori Confcommercio – presidente Senofonte Demitri; Aiga Giovani Avvocati Napoli – presidente Ilaria Imparato; Unione Giovani Dottori Commercialisti e Esperti Contabili Napoli – presidente Maria Caputo; Giovani Imprenditori Confapi – presidente Raffaele Marrone; Associazione Italiana Giovani Notai – rappresentata da Ludovico Capuano; Ordine degli Ingegneri – rappresentato da Ettore Nardi e Vittorio Piccolo e Agifar Napoli – presidente Francesco Zaccariello. Il ricavato della serata sarà destinato in beneficenza alle fasce più deboli della città di Napoli con una donazione alle associazioni: Unitalsi,Trame Africane, Altranapoli, Amnesia.

Il titolo del charity party di questa edizione 2017, sostenuto fra gli altri da BCC Napoli, CLP, Sant’Andrea, AeC Motors, Di Gennaro, Cuore di sfogliatella e Sire, è stato “Una notte sotto le stelle”, dress code della festa: un tocco di glitter. L’evento è stato curato dal comitato organizzatore guidato da Donata Del Giudice, Gianluigi Barbato e Marco Scherillo. La serata è stata condotta dal vicedirettore del Tg 5 di Mediaset Giuseppe De Filippi che ha coordinato anche un momento dedito all’estrazione di una bicicletta, insieme ai due imprenditori: Filippo Colosimo e Mario Schiano. Il party è stato contraddistinto da momenti musicali a cura della cantante Marina Simioni giunta per l’occasione da Londra e a seguire dj-set con Gianluca Ragosta: Per gli ospiti: free bar tutta la notte e una cena buffet.

Tra i presenti, fotografati da Carlo Di Santo, c’erano: il presidente della BCC di Napoli Amedeo Manzo, la vicepresidente nazionale dei Giovani Industriali Susanna Moccia, il presidente regionale dei Giovani Industriali Francesco Palumbo,Bruno Senese, Imma e Salvatore Formisano, Anna del Sorbo, Pasquale Sessa, Alessandra Guffanti, Emilio Di Marzio, Livio Falcone, Salvatore Prisco, Ferdinando Romano, Manfredi Nappi, Veronica Campanile, Alessandro di Ruocco, Alessia Guarnaccia, Mario Pisani Massamormile, Alfredo Serra, Geatano e Tiziana Liguori.

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Andrea Sannino inaugura il Natale di Pomigliano D’Arco

Un mese di dicembre ricco di appuntamenti, con la rassegna Serenamente con gli eventi natalizi organizzati dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pomigliano D’Arco, insieme alla Fondazione Vittorio Imbriani.
Il programma firmato dalla dott.ssa Franca Trotta (Assessore alla Cultura), ha preso il via da Piazza Mercato con l’accensione delle luminarie natalizie tra le quali hanno sfilato gli Sbandieratori di Cava dei Tirreni, ma l’evento clou di inaugurazione è stato quello del concerto di Andrea Sannino, che alle 21.30, in una piazza gremita di persone che hanno sfidato la pioggia, si è esibito nei suoi più noti successi come Abbracciame e l’ultimo successo: Carnale.
Il concerto organizzato dalla Made in Eventi e presentato da Ida Piccolo, è stato aperto dal sound e la voce di Milena Setola, giovane artista napoletana che ha presentato in anteprima per gli intervenuti il singolo “Amare Te”.
Importanti le dichiarazioni della dott.ssa Elvira Romano (Vicesindaco) che racconta: “Abbiamo fortemente voluto la performance di Andrea Sannino insieme all’accensione delle luminarie per portare le persone in piazza. Insieme alla Notte Bianca infatti, il nostro obiettivo è quello di far scendere le persone in strada, non solo dal nostro territorio, per potersi distrarre e soprattutto vivere la città dando un contributo al nostro commercio”.
Anche l’Assessore Franca Trotta aggiunge: “Pomigliano D’Arco risponde bene a questi eventi, e forse in maniera tacita lo chiede. E’ un modo per sentire di più il Natale, ma soprattutto per rendere ancora più vivibile la città”.
Una serata all’insegna della buona musica e dell’atmosfera natalizia, quindi, questa supportata dalla Made in Eventi, con la proposta di un talentuoso artista, Andrea Sannino, che ha visto i suoi esordi musicali proprio in questa cittadina, ma anche con Milena Setola che ha dedicato alla cittadina una cover natalizia di “Everybody Loves Somebody”.

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Christmas Aperitif all’Health Park con gli specialisti della Chirurgia

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Un pomeriggio all’insegna della Salute e della bellezza, questo il fil rouge del Christmas Aperitif firmato Health Park svoltosi giovedì 14 dicembre presso la sede di Via Schipa n.40 a Napoli.

Un friendly drink a cui hanno partecipato centinaia di signore e nell’ambito del quale è stato illustrato il Metodo Health Park, un protocollo di accompagnamento del paziente ,in tutto il suo percorso di cura, nella scelta dei materiali e nelle tecniche, primo in Italia ad essere certificato come sistema di Qualità e di eccellenza dal Bureau Veritas nel 2017.

Il gruppo Health Park rappresenta una grande organizzazione che da oltre cento anni si prende cura della salute e del benessere italiano. Ad incontrare il pubblico nell’ambito di una conferenza stampa è stata una delegazione della squadra Health Park : l’amministratore unico Architetto Folco Grimaldi, la responsabile del servizio qualità Dott.ssa Vanessa Salzano, il direttore sanitario e medico chirurgo estetico il Dottor Adriano Santorelli, e il medico chirurgo Dottor Sergio Marlino. Un’ occasione nell’ambito della quale sono stati illustrati i punti di forza del gruppo, il lancio delle sedi Milano e Firenze ed i nuovi percorsi per il 2018.

La serata, tra musica e cadeaux natalizi, è proseguita con un informale dialogo tra le ospiti dell’evento con i medici e gli esperti, brindando all’inizio delle feste natalizie e scrivendo i buoni propositi per il nuovo anno. All’evento sono intervenuti tra i tanti: il figlio del fondatore Theo Grimaldi , Pasqua e Alessandro Salzano Amministratore della Casa di Cura Andrea Grimaldi, la responsabile marketing Giovanna Scognamiglio, l’Assessore Alessandra Clemente, la finalista di Miss Universo Sophia Sergio, il chirurgo Bariatrico Antonio Braun, la direttrice di Health Park Alessandra Botta, la direttrice di Health Beauty Rosanna Miranda, Vittoria e Mario Speranza, Yvonne Fabris, Lula Carratelli, Marina Rasulo, Raffaela Naldi Rossano, Jessica Zolla , Fabrizia Grassi, Federica Riccio, Diana Khune, il dott. Antonio Braucci, Serena di Leva, Gianna e Marina Mazzarella, Nicoletta del Giudice, Daniela Pascu, Chiara Zanichelli, Simonetta de chiara ruffo, Amelia D’Alesio, Antonella Coppola e Carmen Gargiulo, Diego Di Flora, Alessandra De Vita, Anna Carotenuto, Antonia Pavia, Michele Romano, Giuliana della Gatta L’evento è stato curato da GMM Production.

 

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Gt Channel Super Party: Ospiti d’eccezione Alessandro Cecchi Paone e Emanuela Tittocchia

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Oltre 200, gli invitati che hanno presenziato giovedì 14 Dicembre all’ Exclusive Party organizzato da Tony Florio, per l’inaugurazione dei nuovi studi audio-televisivi Gt Channel.

La kermesse ha visto Testimonial della serata il giornalista scientifico Alessandro Cecchi Paone e l’attrice e conduttrice Emanuela Tittocchia.

“Per me è stato davvero un onore essere testimonial dell’evento stasera – ha dichiarato la Tittocchia- conosco Tony Florio e Mario Albano da diversi anni, ho lavorato con loro in passato e ho colto con immenso piacere il loro invito. Gli studi televisivi sono molto all’avanguardia, e non hanno niente da invidiare agli studi delle reti nazionali. Inoltre per me è sempre un piacere tornare a Napoli, città che adoro.”

L’ampia struttura, gestita dall’editore Tony Florio, è dotata delle più moderne tecnologie audiovisive e tutta la catena completa del prodotto audiovisivo, con spazi di accoglienza che vanno dai garage al coperto e all’aperto, alla grande hall di ricevimento e attesa, con angolo bar, camerini, perfettamente riscaldati e accorsati per ogni tipo di esigenza e preparazione. I locali si articolano su tre piani, collegati da corridoi, scale, montacarichi e ascensore, tutto perfettamente insonorizzato e adeguato alle tecniche più moderne. Si sviluppano su tre studi televisivi, di varia utilizzazione, serviti da fari esclusivamente a led e da una complessa rete di cablaggio e canalizzazione nascosta.

Durante la serata non sono mancati momenti di spettacolo con le esibizioni di Stefania Rizzuti e Joannes Palmieri, che si sono esibiti in una danza di fuochi e luci spettacolari, accompagnati da un dj-set ad hoc.

Una serata all’insegna del divertimento ma anche della beneficenza, durante la serata sono stati raccolti Fondi per l’Associazione Onlus DO.NO. (Dolore No)  a sostegno dei bambini malati dell’Ospedale Pausillipon di Napoli.

Sul red carpet si sono alternati importanti personaggi del mondo dello spettacolo, visti tra tanti: Beppe Convertini, Patrizio Oliva, Patrizio Rispo, Luigi Necco, Mario Porfido, Ciro Villano, Michele Caputo, Ciro Giustiniani, Peppe Laurato e Rosaria Miele di Made in Sud, Paola Mercurio, Giovanni Taiani, Arnaldo Delehaye, Julia Majarčuk, Enzo Niccolò, Francesco Paolantoni, Giuseppe Picone ballerino del San Carlo, Sara Albano, Maridì Vicedomini, Lorenza Licenziati, Francesco Russo, Emanuela Giordano, Claudia Mercurio.

L’evento coordinato dalle hostess dell’Agenzia “Marilyn Freedom”di Mauro Carrillo, hanno indossato abiti “La Coolness”. Le Acconciature sono state curate da ”Hair Evolution”.

Sono stati distribuiti Gadget per gli ospiti dell’evento: rose rosse ad ogni donna, t-shirt loggate Gt Channel, gadget Hammer, G-car Auto di Lusso, Polo Nautico. Agli ospiti vip sono stati consegnati orologi firmati MONDIA E GUIDUS.

L’allestimento dell’evento e del catering finger è stato curato da Federica Passeggio.

La serata  ripresa dalle telecamere di GT CHANNEL, andrà in onda su Gt Channel canale 650 del digitale terrestre e sulla rete nazionale di Canale Italia, si è conclusa con il taglio di una maxi torta firmata GT Channel e tante bollicine.

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“MEMORIAL ART” A SANT’ANTONIO ABATE: MOSTRA PRESEPIALE IN ONORE DI GIUSEPPE COMENTALE

In occasione delle festività natalizie, il Comune di Sant’Antonio Abate ha organizzato, presso l’Antica Chiesetta dell’Immacolata Concezione (via Congrega 2, Sant’Antonio Abate), nota anche come “antica chiesetta di Sant’Antuono”, il primo memorial in onore dell’artista nonché ex-sindaco di Lettere (1994 – 2002) Giuseppe Comentale, meglio conosciuto come Peppe.

Nato a Lettere (NA) il 2 gennaio 1958, l’ex sindaco, già presidente dell’Unione dei Comuni, si è spento lo scorso 17 ottobre 2017, all’età di 59 anni. Era un libero professionista in materia di consulenza fiscale e del lavoro, appassionato di disegno, scultura ed arte presepiale. Era iscritto all’Associazione Italiana Amici del Presepio, sezione di Torre Annunziata ed era componente del Consiglio nazionale, eletto per il mandato 2014/2019 su designazione ed in rappresentanza delle Sedi e Sezioni del Sud Italia.

La sua morte ha destato grande commozione non solo nel piccolo centro dei monti Lattari, ma anche nei comuni del circondario e nel capoluogo partenopeo. Comentale era impegnato anche al fianco dei comitati antiruspe per la difesa delle prime case abusive, a rischio abbattimenti.

E’per il suo impegno civile e morale che l’Amministrazione abatese ha pensato, data la passione per l’arte presepiale di Comentale, di dedicargli un Memorial… E quale luogo migliore se non la caratteristica chiesetta dell’Immacolata Concezione?

IL PROGRAMMA:

17 dicembre ore 19:00: Esibizione del Soprano Mariella Bozzaotre

20 dicembre ore 19:00: Concerto Musicale del Maestro Alfano

22/23 dicembre ore 18:00: Esibizione di abiti presepistici del Maestro Ciro Bianchi

26 dicembre ore 19:00: Esibizione della Schola Cantorum San Gerardo Maiella diretta dal Prof. Michele Tarallo

27/28 dicembre ore 18:00: Esposizione delle opere del Maestro Mimmo Severino

3 gennaio ore 18:00: Esibizione di abiti presepistici del Maestro Ciro Bianchi

6 gennaio ore 19:00: Concerto del Maestro Pasquale Bozzaotre con il suo coro

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SOGNI SOTTO L’ALBERO A VILLA DOMI: UNITI CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

Ritorna “Sogni sotto l’Albero” , l’evento ideato e promosso da Maridì Communication in partnership con la Maxima Film di Marzio Honorato e Germano Bellavia teso a celebrare l’avvento del Natale in maniera originale, giammai trascurando le problematiche del sociale. Il leitmotif della nuova Edizione è “Arginare la violenza di genere attraverso l’audiovisivo” difatti la kermesse inizierà con la proiezione integrale del cortometraggio prodotto dalla Maxima Film con la regia di Corrado Ardone, interpretato dagli attori Antonio Pennarella e Rosalia Porcaro, destinato alle donne vittime di ogni forma di violenza fisica  o psicologica, con l’intento preciso di alimentare in loro “il coraggio della denuncia”.

A seguire ampio spazio dedicato alla moda con in passerella i capi sartoriali di Eles Couture, alias EsterGatta, un brand giovane ma già molto affermato anche nel campo dello spettacolo, collaborando alla realizzazione dei costumi di scena femminili di prodotti audiovisivi di grande risonanza come “I Bastardi di Pizzofalcone 2 “, le cui riprese sono cominciate già da qualche giorno sul territorio partenopeo; ed ancora gli outfit dedicati alle Christmas Holidays de “Il Bello delle Donne”, la nota boutique di via Scarlatti al centro del Vomero di Loredana Gaeta, i gioielli di Gentilepiù di Celeste e Lisa Gentile, affermate imprenditrici nel campo dei “preziosi” per tradizione familiare e le avvolgenti e pregiate pellicce di Umberto Antonelli, dai tagli perfetti e le nuance inusuali come il pervinca, l’arancio, il fucsia. Particolare attenzione  anche alla cura del benessere psico-fisico della donna con i preziosi suggerimenti e gli interessanti pacchetti Health & Beauty offerti dalla Farmacia “Aesculapius” di Andrea Di Giacomo, farmacista da generazioni. Grande risalto anche alle eccellenze del Food and Beverage del nostro territorio: in scena, gli show cooking di Lella Gallifuoco, istruttrice UP&ter, campionessa mondiale di “pizza fritta” con Linda Gallifuocoartist pizzaiola” della storica Ditta “Da Pasqualino” al Borgo Loreto e del maestro pasticciere Gerardo Di Dato, appena reduce da un nuovo successo professionale conquistato a Parigi. In pole position la “Confettata natalizia” di Maxtris Confetti, prima azienda in Europa per qualità e tecnologia, Caffè Kamo, brand giovane ma di antica tradizione che con il suo bar itinerante delizierà il palato degli ospiti proponendo una degustazione delle sue eccellenti miscele di caffè e l’”Azienda Agricola Solaria Capri” che offrirà una selezione di vini campani doc.

Particolarmente interessante anche l’intervento in linea con il tema della kermesse, di Patrizia Gargiulo, Presidente de “Le Donne nel sociale” Onlus, con il suo Calendario “Le donne che Amo” , un progetto nato allo scopo di raccogliere fondi per acquistare il kit anti violenza che verrà distribuito agli invitati dietro un atto di liberalità.

Attesi diversi esponenti del mondo dello spettacolo, dell’impresa e dello showbiz. Gran finale con un dinner buffet curato dallo Chef di Villa Domi e del suo staff con la supervisione del patron Mimmo Contessa e della signora Marianna Mercurio e del direttore della struttura Marcello Messuri.

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Iberico, la Tradizione culinaria della Spagna declinata alla partenopea

Iberico nasce da un’idea di Stefano Scarpa e Giorgio Maddaluno, concepito per portare a Napoli, città storicamente e culturalmente vicina alla Spagna, la vera cucina delle regioni iberiche usando la maestrìa e l’arte della cucina partenopea.

La “taberna española” inaugurerà i locali di Traversa privata Sanseverino, 10, a Napoli (quartiere Vomero-Arenella) giovedì 14 dicembre dalle ore 20.00.

Un ristorante che punta sicuramente sui classici della cucina spagnola come la paella ma dove non mancheranno neppure prodotti più originali e locali come il Jamon Iberico, i formaggi, vini e birre, tutto rigorosamente made in Spain.

I giovani imprenditori Scarpa e Maddaluno, hanno scelto Napoli e il quartiere Vomero per investire, in un’attività che porterà sviluppo, lavoro e diversificherà l’offerta food in città.

Proprio lo chef Maddaluno, per anni, ha prestato servizio presso uno dei ristoranti spagnoli più noti della Campania e non vede l’ora di mettersi nuovamente in gioco, questa volta in prima persona.

“Dobbiamo provarci ora che ne abbiamo la forza e i requisiti, – afferma il primo chef di Iberico, Giorgio Maddaluno da parte mia metterò in campo la decennale esperienza in questa tipologia di cucina e la grande passione per la Spagna che accomuna me e Stefano in questa esperienza.”

La cucina come possibilità

Passione per la Spagna ma anche profondo impegno civico. Iberico vuole promuovere un concetto di cucina che va oltre la cultura culinaria e si espande come discorso sociale.

Volevamo andare oltre la classica domanda che fanno a tutti i giovani imprenditori che investono in un momento economico così delicato ‘Ma chi ve l’ha fatto fare?”precisa StefanoAbbiamo il dovere morale di provarci, per dare una possibilità a noi stessi e creare le condizioni economiche e sociali per risollevarci”.

La Spagna unita

Il ristorante mira ad unire le varie specialità della cucina spagnola offrendo prodotti tipici Castigliani, Valenciani, Baschi, Catalani, Andalusi e non solo. Il menù sarà interprete di un modo di intendere la cucina come strumento di unione tra culture diverse che a tavola trovano la giusta fusione.

Napoli, crogiolo di esperienze diverse e incredibili, è la location ideale per questo progetto ambizioso e assolutamente originale.

L’inaugurazione

Giovedì 14 dicembre, dalle ore 20.00, si partirà con questa nuova avventura. A impreziosire la serata inaugurale ci saranno ballerini di Flamenco e dj set.

Il prosieguo sarà condito da assaggi dei prodotti tipici spagnoli oltre che da mono porzioni dei piatti che caratterizzeranno il menù a partire dall’indomani stesso.

Quando: giovedì 14 dicembre dalle ore 20.00.

Dove: Traversa privata Sanseverino, 10, Vomero-Arenella (Na)

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Full immersion a 360º per la mostra Van Gogh Experience

Grande successo per la VAN GOGH – the IMMERSIVE EXPERIENCE, l’esperienza che ha commosso il mondo, la mostra che unisce il piacere della scoperta della vita di Van Gogh all’immersione totale nel cuore pulsante della sua arte.

Nello show multimediale e interattivo, prodotto e distribuito a livello internazionale da Exhibition Hub e da Next Exhibition, il visitatore è coinvolto a 360 gradi, vivendo la straordinaria esperienza di immergersi nei quadri di Van Gogh.

L’innovativa mostra è stata allestita nella Basilica di San Giovanni Maggiore, nuova casa delle emozioni di Van Gogh, pronta ad illuminarsi di colori nuovi, ritratti e scenari toccanti e soprattutto di sensazioni uniche.

The IMMERSIVE EXPERIENCE interagisce con l’osservatore, lo prende per mano e lo invita ad entrare dentro al quadro di uno dei pittori più amati di tutti i tempi: un nuovo modo di conoscere e vivere l’Arte. Il visitatore esplora il fascino di Vincent camminando all’interno dei suoi quadri, grazie ad un innovativo sistema di proiezioni 3D mapping.

L’interno della Basilica è stato rivoluzionato con il montaggio di otto grandi schermi che, grazie a sedici proiettori video di altissima definizione, che hanno reso possibile – l’impossibile: i quadri hanno preso vita coinvolgendo e abbracciando il pubblico a trecentosessanta gradi. Ogni superficie è diventata arte: pareti, colonne, soffitti, pavimenti e persino l’altare della Basilica che si colora delle tinte più amate da Van Gogh, dal blu profondo della notte stellata al giallo vivo dei girasoli.

Sarà impossibile non carpire a pieno il senso dei pensieri di Van Gogh e i suoi stati d’animo perché le sue opere prenderanno vita in vividi dettagli in un percorso video della durata di oltre un’ora, in cui sarà possibile gustare l’arte da diversi punti di vista, in piedi o sdraiati a terra, diventando parte integrante del quadro.

L’osservatore diventa infatti protagonista dell’opera, ampliando i propri sensi verso onde di immagini e suoni, intensi e belli. E la mostra coinvolgerà non solo la vista, ma anche l’udito, con una colonna sonora che accompagnerà il visitatore nel suo percorso, esaltando ancora di più l’emotività del viaggio.

Nel dettaglio, l’“esperienza” sarà divisa in tre parti emozionali, ciascuna con una fruizione temporale decisamente fluida.

PRIMA PARTE: la presentazione dell’artista

Il pubblico viene introdotto alla scoperta della pittura dell’artista, dei suoi studi, della ricerca del suo stile e della corrispondenza con il fratello Theo. I soggetti vengono delineate con immagini (come schizzi, pennelli, scrittura veloce) e testi, con un vecchio stile grafico; accenno all’abitudine del pittore di portare sempre con sé qualcosa da scrivere e da abbozzare.

I visitatori sono invitati a passeggiare nella galleria per scoprire dieci diverse zone tematiche che presentano le opere di Van Gogh sotto forma di dipinti animati ricchi di effetti ottici.

Va sottolineato che i soggetti più cari al pittore, che egli esplorava facendone serie di dipinti, hanno dettato la selezione dei temi delle zone.

Alcuni esempi delle raffigurazioni ottiche presenti in mostra:

– il dipinto che illustra un fiume da cui l’acqua comincia a correre per poi colpire il pavimento.

– una mise en abyme, processo utilizzato per rappresentare un lavoro nel lavoro. A ogni zoom si osserva che la pittura precedente era in realtà incastonata in un’immagine più grande. Qui si percepisce la multi-sensorialità percettiva dell’artista che, arrivato in un luogo come un villaggio, godeva di ogni suo angolo e sfaccettatura, dalla caffetteria, al fiume, alla sua camera da letto.

– due dipinti in interazione: quello situato nella parte inferiore raffigura i granchi, mentre quello situato nella parte superiore rappresenta la spiaggia ed il mare. I granchi iniziano a muoversi, si levano in piedi dritti, si avvicinano ed entrano nella pittura che illustra il mare.

– due dipinti ritratti i cui personaggi iniziano ad interagire toccandosi le braccia. La sezione esiste perché la serie dei ritratti è una parte importante del lavoro di Van Gogh.

–  numerosi quadri sull’argomento del treno, tanto caro al pittore: sono presentati sei dipinti diversi con l’aiuto della proiezione ed il treno attraverserà ciascuno di essi prima di tornare al suo punto di partenza. Più in dettaglio il treno rimane in una stazione ferroviaria nella pittura superiore, poi arriva nel dipinto sottostante seguendo la prospettiva, dopo di ché passa in mezzo ai campi, attraverso la pittura che illustra un fiume; il treno attraversa il ponte e così via finché non ritorna finalmente nel primo dipinto.

SECONDA PARTE: l’immersione completa

Dopo la prima parte ecco che si verifica la transizione: ad una ad una le luci si spengono, lasciando illuminata una sola opera e dando il via all’esperienza “immersiva”.

Il pittore è ora al culmine della sua carriera e in mostra si pone un focus sulle sue opere principali. La luce svela ed esalta la pittura che sembra liberarsi dalla sua cornice e in un minuto copre tutta la stanza, a 360 gradi, in un crescendo di atmosfera musicale e di suono.

I visitatori possono godere della scena da diversi punti della galleria, scoprendo sempre nuovi punti di vista e chiavi di lettura dell’animo dell’artista.

Contemporaneamente gli autoritratti del pittore vengono mappati attraverso la proiezione su un busto 3D e le foto si animano, grazie agli studi di decine di esperti in realizzazione visuale di ultima generazione.

TERZA PARTE: i momenti bui

E’ giunta l’ultima fase di vita dell’artista, con nuovi e diversi stili ambientali, un suono molto diverso, un’atmosfera oscura e torbida che riflette e mette in evidenza il temperamento ritirato e taciturno che Van Gogh ha cercato di soffocare nelle sue opere precedenti.

Mentre il pittore affonda nella follia e nell’alcool dà vita ad alcune delle sue opere più apprezzate, come “La Notte Stellata”.

Vengono introdotte nel visual mapping numerose illusioni ottiche, a rappresentare gli sbalzi emotivi dell’artista, mentre i suoni ricordano quelli di un ospedale psichiatrico.

Tuttavia il finale riporta un ritorno alla luce ed al colore, chiudendo il percorso su una nota positiva: “Campo di grano con corvi” invade in maniera immersiva l’intera stanza con la sua luminosità ed i suoi vivaci colori estivi. Simbolizza l’arrivo di una sorta di sorriso di commiato dell’artista che sorge serenamente in piena luce, inducendo ad un’importante riflessione: è questa la follia che genera un genio d’arte?!

UN’AREA UNICA AL MONDO: per la prima volta in Italia la virtual reality experience!

Il visitatore vive e sperimenta, anche grazie all’utilizzo di auricolari da virtual reality, una giornata di Van Gogh: dall’alba al tramonto nel corpo del pittore, nel villaggio di Hales, Francia.

La passeggiata immersiva a 360 gradi ruota attorno ad una successione di sette opere di Van Gogh. Dal risveglio nella camera da letto (“La camera da letto di Van Gogh”), il camminare per le scale, la  scoperta della casa dall’esterno (“La Casa Bianca”), l’avanzamento nei campi con l’incontro delle contadine (“La Siesta “), l’arrivo nel” Campo di grano con i corvi “e poi” Un campo di grano con cipressi” dove un effetto di velocità indica che la fine della giornata sta arrivando e la transizione a “La Notte Stellata” inizia prima che finisca definitivamente il giorno con la pittura notturna sul lungomare (“Notte stellata sul Rodano”) e il ritorno alla camera da letto (“La camera da letto di Van Gogh”).

I visitatori fanno, per la prima volta in Italia, una passeggiata in un mondo realizzato in 3D, ma con uno stile realistico, dove scoprono uno dopo l’altro le diverse scene. Su ogni nuova scena, i visitatori percepiscono l’ambiente/paesaggio con gli occhi di Van Gogh e quando si trovano nella distanza adeguata, le mani iniziano addirittura a dipingere l’opera in questione con una menzione del titolo e dell’anno di realizzazione.

L’obiettivo dell’installazione è di consentire ai visitatori di continuare a imparare il genio di Vincent Van Gogh e di approfondire la scoperta del suo mondo attraverso le sue opere, rendendosi conto del contesto in cui il pittore si è impegnato a creare e l’interpretazione che ha dato di loro.

ORARI e DETTAGLI SULLA MOSTRA

La mostra è aperta al pubblico tutti i giorni. Nel dettaglio:

– dal lunedì al venerdì incluso: 10-19

– sabato: 10-20

– domenica 14-20

Orario continuato

Dettaglio giorni festivi:

– 8 dicembre 14-20

– 24 e 31 dicembre CHIUSO

– 25 dicembre 14-20

– 26 dicembre 10-20

– 1 gennaio 14-20

– 6 gennaio 14-20

La Basilica ha una capienza di pubblico precisa. Per cui il biglietto per la mostra vedrà un giorno ed un orario di ingresso preciso e determinato, che non potrà essere cambiato.

L’ultimo ingresso sarà concesso un’ora prima dell’orario di chiusura della mostra.

BIGLIETTI

Intero: 12 euro

Ridotto: 10 euro. Per under 12 anni (gratuito sotto i 3 anni di età), over 65 anni e partners convenzionati.

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Miss Model of The World: Sul podio trionfa la bellezza Napoletana

A vincere l’ambitissima fascia, del concorso internazionale Miss Model of The World, classificandosi terza, è stata Sophia Sergio, giovane top model cresciuta all’ombra del Vesuvio che con il suo sorriso e i colori del sud, ha conquistato il consenso di una giuria internazionale.

Sophia in Italia è nota al grande pubblico anche come testimonial di Health Park, la clinica della bellezza, specializzata in chirurgia estetica e medicina estetica e ha anche rappresentato l’Italia nel concorso Miss Universo 2016. La finale del concorso Miss Model of The World si è tenuta il 26 novembre negli Emirati Arabi e vi hanno partecipato ragazze da ben 60 paesi che hanno sfilato in abito da sera, in costume e con abiti tradizionali rappresentativi del Paese d’Origine. Lo staff di Health Park aveva affidato la propria campagna di comunicazione al sorriso di Sophia già un anno fa perchè la sua bellezza naturale rappresenta l’ideale di estetica che Health Park realizza per le donne di tutta Italia attraverso i suoi trattamenti.

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Fuoriclassico:La contemporaneità ambigua dell’antico, passaggi di stato, Migrazioni e altre metamorfosi

Saranno oltre trenta, tra filosofi, scrittori, storici, scienziati, attori, artisti visuali, i protagonisti della seconda edizione di “Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico” al Museo Archeologico di Napoli, quindici appuntamenti dal 10 novembre al giugno 2018 sul tema “Passaggi di stato. Migrazioni e altre metamorfosi”. Tra gli ospiti Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Hisham Matar (Premio Pulitzer 2017), Alain Schnapp, Johann Chapoutot, gli attori Luigi Lo Cascio, Silvia Calderoni, Anna Bonaiuto, Sandro Lombardi, Enzo Salomone, Massimo Popolizio, Elena Bucci, i fotografi Antonio Biasiucci e Alejandro Gómez de Tuddo.
La rassegna, il cui tema si pone si pone in rapporto ideale con Ovidio (a duemila anni dalla morte) e con Vico (a 350 anni dalla nascita: Vico insegnò proprio nella sede attuale del Museo Nazionale), è promossa dal MANN e dal suo direttore Paolo Giulierini, con le associazioni ‘A Voce alta e ‘Astrea. Sentimenti di giustizia’, ideata e curata da Gennaro Carillo, con il coordinamento organizzativo di Marinella Pomarici e di Andrea Milanese per il MANN.
“Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico” non è un festival, è piuttosto, il risultato di una ricerca collettiva sul senso dei classici oggi. Sulla loro inattualità e, insieme, sulla loro contemporaneità” – tiene a sottolineare Gennaro Carillo, ordinario di Storia del pensiero politico alle Università Suor Orsola Benincasa e Federico II.
Il titolo, Fuoriclassico, non gioca solo sul classico come – letteralmente – ‘fuoriclasse’, appartenente a una specie superiore di autori e opere. Vuole alludere soprattutto alla necessità di ‘liberare’ i classici, antichi e moderni, dal ‘monumento’ nel quale li costringiamo, marmorizzandoli, fissandoli una volta per tutte in una forma autorevole e intimidatoria. Ciò che rende classico un classico è invece l’irrequietezza che lo contraddistingue. Le linee di fuga, imprevedibili e virtualmente infinite, che da esso si dipartono.

Rispetto alla scorsa stagione, quest’anno Fuoriclassico si arricchisce non solo di ‘contrappunti’ teatrali concepiti specificamente per il progetto del MANN e affidati ad alcune delle voci più importanti della scena italiana, ma anche di contrappunti visivi, demandati ad artisti come Antonio Biasiucci e Alejandro Gómez de Tuddo.
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Incontro inaugurale venerdì 10 novembre (ore 18) dal titolo Agorà / Agoradio / Agor@. Crisi e trasformazioni dello spazio pubblico. Intervengono Giuseppe Laterza, Pietro del Soldà e Marco Filoni. Lo spazio e il discorso pubblico sono profondamente mutati. Quella digitale, per esempio, è la nuova frontiera, se non della democrazia, sicuramente del populismo. Comprendere la mutazione in atto e provare a immaginarne gli esiti è il presupposto essenziale di qualsiasi discorso politico a venire.

Venerdì 24 novembre (ore 17,30) e sabato 25 novembre (ore 21) saranno consacrati al dio migrante e mutante per eccellenza, Dioniso. Dal cui mito si procederà per una riflessione più ampia sul tema delle identità. La due giorni si articolerà in un dialogo su Dioniso tra Massimo Fusillo, autore di un magnifico libro sul dio e sulle Baccanti nel Novecento, Il dio ibrido, e Gennaro Carillo, e il 25, alla Galleria Toledo, nella ripresa della performance MDLSX dei Motus, con Silvia Calderoni da sola in scena, una delle esperienze teatrali più potenti, e intimamente ‘dionisiache’, degli ultimi anni.

Mercoledì 13 dicembre (ore 17,30) sarà la volta di un confronto a tre voci sulle Cosmogonie degli antichi comparate a quelle dei moderni. I miti e le teorie scientifiche sull’origine del mondo saranno indagati da Franco Ferrari, ordinario di Storia della filosofia antica all’Università di Salerno, Massimo Capaccioli, emerito di Astrofisica nell’Università di Napoli Federico II, ed Eugenio Lo Sardo, storico e direttore dell’Archivio Centrale dello Stato.

Sabato 16 dicembre (ore 18) ci si sposterà al Teatro Bellini, dove Luigi Lo Cascio leggerà l’Apologia di Socrate di Platone. Lo Cascio incontra, in anteprima assoluta per il MANN, la ‘ricostruzione’ platonica dell’autodifesa giudiziaria più famosa della storia, un testo cruciale per la comprensione del processo attico, delle strategie retoriche in uso nei tribunali popolari, e soprattutto per una messa a fuoco, dagli esiti inquietanti, del rapporto tra il filosofo – orgogliosamente minoritario – e la potenza mortale della maggioranza. Dunque un modo per riflettere, seppure nella distanza storica, sul ‘posto’, scomodo, del sapere critico in democrazia.

Mercoledì 31 gennaio 2018 (ore 17,30) sarà la volta di Metamorfosi dell’intellettuale (e del Principe), con Ivano Dionigi, ordinario di Letteratura latina all’Università di Bologna, di cui è stato Rettore, e direttore del centro studi La permanenza del classico, e Paolo Di Paolo, scrittore e giornalista. Le letture sceniche saranno affidate a un maestro del teatro italiano, Sandro Lombardi. Quest’incontro rappresenta una sorta di approfondimento di quello inaugurale del 10 novembre, di focalizzazione su due figure chiave dello spazio e del discorso pubblico: l’intellettuale e il detentore del potere (dunque il ‘principe’ secondo un’accezione ampia e dai confini mobili). Come conservare un sapere critico, come continuare a praticare la parrhesia (il discorso franco e libero, senza autocensure), di fronte a chi comanda e, se contrariato, può arrivare a darti la morte? Questo il tema, ovviamente declinato secondo la modalità tipica di Fuoriclassico: l’antico (Lucrezio, Seneca, Tacito) e il contemporaneo (che fine hanno fatto gli intellettuali in tempo di disintermediazione? La disintermediazione implica la fine del sapere critico o solo la fine – nemmeno tanto deprecabile – del monopolio del sapere in capo a un ceto autorevole, istituzionalmente depositario esclusivo della critica? In altri termini: disintermediazione significa più o meno democrazia? O significa che quel che chiamiamo democrazia è un’altra cosa, totalmente diversa dal significato che la tradizione le annette?)

Venerdì 16 febbraio (ore 18) sarà la volta di un incontro che riflette appieno lo spirito di Fuoriclassico. Il titolo è Quel che resta di noi. Il tema è attinto alla tragedia classica: l’atto culturale della sepoltura, la restituzione di dignità e identità al corpo morto, il destino del nemico ucciso. L’occasione è offerta dal dramma dei migranti morti nel Mediterraneo, dalla prova di umanità alla quale i loro corpi – estranei, in tutti i sensi – ci chiamano. Interverrà Cristina Cattaneo, ordinario di Medicina legale alla Statale di Milano e direttrice del LABANOF, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia forense nel quale si lavora per restituire l’identità ai migranti, e non solo, a partire da tracce piccolissime. Un lavoro che, osserva la Cattaneo, non è tanto un atto di pietas verso i morti quanto un atto di rispetto per i vivi, per coloro che rivendicano i corpi dei propri cari. Sono anche questi vivi in attesa straziante il grande rimosso della tragedia che si consuma nel Mediterraneo. Con Cristina Cattaneo interverrà Caterina Soffici, scrittrice, autrice di un romanzo, Nessuno può fermarmi (Feltrinelli, 2017), ispirato a una storia vera che mostra le intermittenze della Storia: il naufragio dell’Arandora Star, la nave inglese stipata di italiani, internati dopo la dichiarazione di guerra di Mussolini all’Inghilterra. Ne morirono 446, i cui corpi furono restituiti dal mare anche a grande distanza di tempo dal siluramento della nave. Questa tragedia dimenticata dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che anche gli italiani sono stati oggetto di deportazione, che anche gli italiani sono stati migranti, che anche gli italiani hanno trovato una morte atroce per acqua. Il contrappunto visivo sarà affidato ad Antonio Biasiucci, che ai migranti ha dedicato un lavoro di straordinaria potenza di suggestione, efficacissimo fin dal titolo, Molti.

Venerdì 23 febbraio (ore 17,30) Nadia Fusini e Gennaro Carillo dialogheranno su Il grande cervo, ossia su Falstaff e Atteone, o su Falstaff come Atteone moderno, in occasione della nuova traduzione (Feltrinelli, 2017) della Fusini delle Merry Wives of Windsor di Shakespeare, innovativa fin dal titolo: Madame al posto del tradizionale Comari. Incontro che avrà dunque per oggetto le metamorfosi moderne di un mito classico (di metamorfosi) e, più in generale, l’impatto di Ovidio sulla letteratura elisabettiana, oltre che su quella a venire.

Giovedì 22 marzo (ore 18) le metamorfosi del comico – e del suo rapporto con il politico: problema anche del nostro tempo, nel quale il comico/comiziante e il politico si confondono – saranno indagate da Luciano Canfora, in una lezione dal titolo Tucidide e Aristofane: dal 411 al 404. Arco di tempo cruciale per la vicenda della democrazia ateniese: siamo nella fase finale, disastrosa, della quasi trentennale guerra del Peloponneso, con Atene città divisa dal conflitto civile (stasis) tra la fazione oligarchica e quella democratica. È questo il contesto nel quale Aristofane prende decisamente partito contro la democrazia: le Rane – questa la tesi di Canfora – diventano l’occasione per un comizio feroce contro i politici del presente e in particolare contro il leader democratico Cleofonte, del quale si decreta la condanna proprio sulla scena.

Lunedì 26 marzo (ore 18) il confronto dell’antico con il contemporaneo verterà sul tema dell’esilio e del ritorno. Nostos/reditus. Storie di ritorni è il titolo, con la partecipazione di Rossana Valenti, professoressa di Letteratura Latina alla Federico II, che parlerà del De reditu, il poema di Claudio Rutilio Namaziano, e dello scrittore di origine libica Hisham Matar, autore de Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro (Einaudi, 2017), Premio Pulitzer 2017 per l’autobiografia. L’incontro è una comparazione tra due viaggi (due nostalgie: la parola greca designa il ‘dolore del ritorno’): uno tardo-antico, quello di Claudio, che torna da Roma in Gallia e scrive un poema sulla degenerazione dell’impero, un altro contemporaneo, con Hisham Matar che torna in Libia sulle tracce del padre fatto sparire da Gheddafi.

Venerdì 20 aprile (ore 18) Massimo Cacciari proporrà la sua originalissima interpretazione filosofica e filologica dell’Eneide in una lettura dal titolo Vittoria triste. Due i punti chiave: Enea come esule in terra straniera ed eroe fondatore (siamo dunque di fronte a un’integrazione importante del tema del 26 marzo); Enea come la personificazione dell’eroe antico per eccellenza, chiamato a compiere – anche suo malgrado – un destino e a corrispondere sempre e comunque alle aspettative della comunità. Anna Bonaiuto leggerà estratti dal poema virgiliano.

Lunedì 7 maggio (ore 17,30) Gennaro Carillo e Ulderico Pomarici discuteranno delle teorie ‘immoralistiche’ della giustizia tra antico e moderno. Perché, in fondo, ‘ammiriamo’ il delinquente che la fa franca e deprechiamo chi si fa cogliere in flagrante? Se avessimo la garanzia dell’immunità (il mitico anello di Gige, il cui castone, ruotato verso l’interno della mano, rende invisibili), dunque la sicurezza dell’impunità, resisteremmo alla tentazione di infrangere la legge? O il nostro giudice interno è talmente forte da metterci al riparo dalla tentazione? Sono domande che il pensiero antico si è posto in termini così radicali da provocare risposte anche tra i moderni, con sorprendenti consonanze (e dissonanze). Massimo Popolizio leggerà brani da Erodoto, Tucidide (il dialogo dei Melii e degli Ateniesi), Antifonte, Platone.

Mercoledì 16 maggio (ore 17,30) è il turno di «Molto mi è grato, Roma, guardare le tue rovine». Il fascino delle rovine tra paura e desiderio. Il titolo, tratto da un verso di Enea Silvio Piccolomini, richiama l’eros che attrae irresistibilmente verso le rovine. Ne parleranno Alain Schnapp (già ordinario di Archeologia classica all’Università di Paris-Sorbonne e direttore dell’Institut National d’Histoire de l’Art), che sta per licenziare un libro fondamentale sul tema, una storia universale del culto delle rovine, e un giornalista-scrittore, Vittorio Giacopini, che ha appena pubblicato un romanzo visionario, inclassificabile, scritto in una lingua ricchissima e potente, Roma, il cui protagonista, Lucio Lunfardi, ha in animo di distruggere Roma non col fuoco, come Nerone, ma con l’acqua, mondandola del marciume fisico e morale che l’asfìssia. Il contrappunto visivo sarà affidato a Alejandro Gómez de Tuddo, il cui lavoro fotografico su Roma intercala abilmente immagini del presente (e del potere romano: i ripetitori della RAI) e i frammenti, le anatomie del passato glorioso della Città eterna. Anche quest’incontro si avvale della collaborazione dell’Institut Français de Naples.

Giovedì 7 giugno (ore 18) uno dei maggiori studiosi di Ovidio (ordinario di Letteratura latina a Siena e alla New York University), Alessandro Barchiesi, terrà una lezione dal titolo Metamorfosi a teatro. Ovidio e lo spettacolo della trasformazione, nella quale proporrà anche una riflessione conclusiva sul tema generale del ciclo. Alla voce di Elena Bucci sarà affidata la lettura di Ovidio e in particolare del mito dei pirati Tirreni trasformati in delfini e di quello di Atteone.

Si chiude mercoledì 13 giugno (ore 17,30) con un incontro, promosso in collaborazione con l’Institut Français de Naples, dedicato all’abuso dell’antichità classica da parte del regime hitleriano. Interverrà Chapoutot, professore di Storia contemporanea all’Università di Paris-Sorbonne e autore de Il nazismo e l’Antichità (Einaudi, 2017). Alberto Crespi, critico cinematografico e autore/conduttore di Hollywood Party su Radio3, racconterà invece – ovviamente proiettandone delle sequenze – il film di Leni Riefenstahl Olympia, girato durante le Olimpiadi berlinesi del 1938 ed esempio perspicuo dell’appropriazione ‘retorica’ dell’antichità classica da parte della propaganda nazista.

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