Archivi categoria: Cinema

Caccia al Tesoro, Salemme e Buccirosso al cinema come “Totò e Peppino”

caccia al tesorovincenzoo salemmeangela acanfora photographerserena rossi_65-001

Un’esilarante commedia italiana scritta da Enrico e Carlo Vanzina “CACCIA AL TESORO” è la storia di Domenico Greco (Vincenzo Salemme), sfortunato attore teatrale che naviga nei debiti e vive a sbafo in casa della cognata Rosetta (Serena Rossi), vedova di suo fratello, che ha un figlio di nove anni malato di cuore. L’unico modo per salvarlo sarebbe operarlo in America, ma l’operazione costa 160 mila euro. Disperati, vanno a pregare San Gennaro chiedendo un miracolo. E San Gennaro risponde… dando loro il via libera per “prendersi” uno dei gioielli della sua Mitra custodita insieme al famoso Tesoro nella cripta della chiesa.
Insieme a Ferdinando (Carlo Buccirosso), Cesare (Max Tortora) e Claudia (Christiane Filangieri) e il piccolo Gennarino (Gennaro Guazzo) parte una “Caccia al Tesoro” che li porterà da Napoli, a Torino, fino a Cannes in Costa Azzurra. Entrano in scena poliziotti, rapinatori professionisti, camorristi e mercanti d’arte, in una girandola di situazioni esilaranti con cifra comica e anche umana nella tradizione della commedia all’italiana.

Il film rievoca “Operazione San Gennaro” del 1966 diretto da Dino Risi, con Totò, Nino Manfredi, ma i registi precisano che non si tratta di un remake. Qui non c’è una banda di professionisti, bensì un attore spiantato, Vincenzo Salemme, che vuole recitare Molière in napoletano, ma ormai pieno di debiti si trova davanti l’ennesima triste notizia.

caccia al tesorovincenzoo salemmeangela acanfora photographerserena rossi_42-001

“Sono stato sin da subito contento di lavorare con i fratelli Vanzina- ha dichiarato Salemme- li conosco da tempo, Carlo lo chiamo “lo scienziato” per la precisione e il valore che sa dare ad ogni dettaglio del suo lavoro. Ha sempre la capacità innata di raccontare le cose da un punto di vista cinematografico, mi piace la semplicità e la nettezza delle inquadrature che gira, ed è una semplicità concreta perchè ti permette sempre di portare a casa la scena al meglio. Anche con Enrico sono molto legato, ad ogni film leggiamo sempre insieme la sceneggiatura, per cercare insieme nuovi spunti, con loro sono sempre a mio agio perchè  mi ritrovo sempre il personaggio calzato addosso.”

In “Caccia al tesoro”, ritorna dunque la fortunata ed affiatata coppia di attori napoletani, Salemme e Buccirosso, che iniziarono giovanissimi la loro carriera teatrale, prima del successo al cinema. I Vanzina scelgono per la prima volta i due come protagonisti, definendoli i Totò e Peppino dei nostri giorni, per il talento naturale ed i tempi comici perfetti. Tra omaggi musicali e immagini alla città di Napoli, la pellicola scorre veloce, sulle note di una “favola realistica” – così la definiscono i fratelli Vanzina -con un lieto fine non scontato.

Riproduzione e Immagini Riservate ©

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

Fuoriclassico:La contemporaneità ambigua dell’antico, passaggi di stato, Migrazioni e altre metamorfosi

Saranno oltre trenta, tra filosofi, scrittori, storici, scienziati, attori, artisti visuali, i protagonisti della seconda edizione di “Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico” al Museo Archeologico di Napoli, quindici appuntamenti dal 10 novembre al giugno 2018 sul tema “Passaggi di stato. Migrazioni e altre metamorfosi”. Tra gli ospiti Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Hisham Matar (Premio Pulitzer 2017), Alain Schnapp, Johann Chapoutot, gli attori Luigi Lo Cascio, Silvia Calderoni, Anna Bonaiuto, Sandro Lombardi, Enzo Salomone, Massimo Popolizio, Elena Bucci, i fotografi Antonio Biasiucci e Alejandro Gómez de Tuddo.
La rassegna, il cui tema si pone si pone in rapporto ideale con Ovidio (a duemila anni dalla morte) e con Vico (a 350 anni dalla nascita: Vico insegnò proprio nella sede attuale del Museo Nazionale), è promossa dal MANN e dal suo direttore Paolo Giulierini, con le associazioni ‘A Voce alta e ‘Astrea. Sentimenti di giustizia’, ideata e curata da Gennaro Carillo, con il coordinamento organizzativo di Marinella Pomarici e di Andrea Milanese per il MANN.
“Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico” non è un festival, è piuttosto, il risultato di una ricerca collettiva sul senso dei classici oggi. Sulla loro inattualità e, insieme, sulla loro contemporaneità” – tiene a sottolineare Gennaro Carillo, ordinario di Storia del pensiero politico alle Università Suor Orsola Benincasa e Federico II.
Il titolo, Fuoriclassico, non gioca solo sul classico come – letteralmente – ‘fuoriclasse’, appartenente a una specie superiore di autori e opere. Vuole alludere soprattutto alla necessità di ‘liberare’ i classici, antichi e moderni, dal ‘monumento’ nel quale li costringiamo, marmorizzandoli, fissandoli una volta per tutte in una forma autorevole e intimidatoria. Ciò che rende classico un classico è invece l’irrequietezza che lo contraddistingue. Le linee di fuga, imprevedibili e virtualmente infinite, che da esso si dipartono.

Rispetto alla scorsa stagione, quest’anno Fuoriclassico si arricchisce non solo di ‘contrappunti’ teatrali concepiti specificamente per il progetto del MANN e affidati ad alcune delle voci più importanti della scena italiana, ma anche di contrappunti visivi, demandati ad artisti come Antonio Biasiucci e Alejandro Gómez de Tuddo.
Media partner del progetto Rai Radio 3
Incontro inaugurale venerdì 10 novembre (ore 18) dal titolo Agorà / Agoradio / Agor@. Crisi e trasformazioni dello spazio pubblico. Intervengono Giuseppe Laterza, Pietro del Soldà e Marco Filoni. Lo spazio e il discorso pubblico sono profondamente mutati. Quella digitale, per esempio, è la nuova frontiera, se non della democrazia, sicuramente del populismo. Comprendere la mutazione in atto e provare a immaginarne gli esiti è il presupposto essenziale di qualsiasi discorso politico a venire.

Venerdì 24 novembre (ore 17,30) e sabato 25 novembre (ore 21) saranno consacrati al dio migrante e mutante per eccellenza, Dioniso. Dal cui mito si procederà per una riflessione più ampia sul tema delle identità. La due giorni si articolerà in un dialogo su Dioniso tra Massimo Fusillo, autore di un magnifico libro sul dio e sulle Baccanti nel Novecento, Il dio ibrido, e Gennaro Carillo, e il 25, alla Galleria Toledo, nella ripresa della performance MDLSX dei Motus, con Silvia Calderoni da sola in scena, una delle esperienze teatrali più potenti, e intimamente ‘dionisiache’, degli ultimi anni.

Mercoledì 13 dicembre (ore 17,30) sarà la volta di un confronto a tre voci sulle Cosmogonie degli antichi comparate a quelle dei moderni. I miti e le teorie scientifiche sull’origine del mondo saranno indagati da Franco Ferrari, ordinario di Storia della filosofia antica all’Università di Salerno, Massimo Capaccioli, emerito di Astrofisica nell’Università di Napoli Federico II, ed Eugenio Lo Sardo, storico e direttore dell’Archivio Centrale dello Stato.

Sabato 16 dicembre (ore 18) ci si sposterà al Teatro Bellini, dove Luigi Lo Cascio leggerà l’Apologia di Socrate di Platone. Lo Cascio incontra, in anteprima assoluta per il MANN, la ‘ricostruzione’ platonica dell’autodifesa giudiziaria più famosa della storia, un testo cruciale per la comprensione del processo attico, delle strategie retoriche in uso nei tribunali popolari, e soprattutto per una messa a fuoco, dagli esiti inquietanti, del rapporto tra il filosofo – orgogliosamente minoritario – e la potenza mortale della maggioranza. Dunque un modo per riflettere, seppure nella distanza storica, sul ‘posto’, scomodo, del sapere critico in democrazia.

Mercoledì 31 gennaio 2018 (ore 17,30) sarà la volta di Metamorfosi dell’intellettuale (e del Principe), con Ivano Dionigi, ordinario di Letteratura latina all’Università di Bologna, di cui è stato Rettore, e direttore del centro studi La permanenza del classico, e Paolo Di Paolo, scrittore e giornalista. Le letture sceniche saranno affidate a un maestro del teatro italiano, Sandro Lombardi. Quest’incontro rappresenta una sorta di approfondimento di quello inaugurale del 10 novembre, di focalizzazione su due figure chiave dello spazio e del discorso pubblico: l’intellettuale e il detentore del potere (dunque il ‘principe’ secondo un’accezione ampia e dai confini mobili). Come conservare un sapere critico, come continuare a praticare la parrhesia (il discorso franco e libero, senza autocensure), di fronte a chi comanda e, se contrariato, può arrivare a darti la morte? Questo il tema, ovviamente declinato secondo la modalità tipica di Fuoriclassico: l’antico (Lucrezio, Seneca, Tacito) e il contemporaneo (che fine hanno fatto gli intellettuali in tempo di disintermediazione? La disintermediazione implica la fine del sapere critico o solo la fine – nemmeno tanto deprecabile – del monopolio del sapere in capo a un ceto autorevole, istituzionalmente depositario esclusivo della critica? In altri termini: disintermediazione significa più o meno democrazia? O significa che quel che chiamiamo democrazia è un’altra cosa, totalmente diversa dal significato che la tradizione le annette?)

Venerdì 16 febbraio (ore 18) sarà la volta di un incontro che riflette appieno lo spirito di Fuoriclassico. Il titolo è Quel che resta di noi. Il tema è attinto alla tragedia classica: l’atto culturale della sepoltura, la restituzione di dignità e identità al corpo morto, il destino del nemico ucciso. L’occasione è offerta dal dramma dei migranti morti nel Mediterraneo, dalla prova di umanità alla quale i loro corpi – estranei, in tutti i sensi – ci chiamano. Interverrà Cristina Cattaneo, ordinario di Medicina legale alla Statale di Milano e direttrice del LABANOF, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia forense nel quale si lavora per restituire l’identità ai migranti, e non solo, a partire da tracce piccolissime. Un lavoro che, osserva la Cattaneo, non è tanto un atto di pietas verso i morti quanto un atto di rispetto per i vivi, per coloro che rivendicano i corpi dei propri cari. Sono anche questi vivi in attesa straziante il grande rimosso della tragedia che si consuma nel Mediterraneo. Con Cristina Cattaneo interverrà Caterina Soffici, scrittrice, autrice di un romanzo, Nessuno può fermarmi (Feltrinelli, 2017), ispirato a una storia vera che mostra le intermittenze della Storia: il naufragio dell’Arandora Star, la nave inglese stipata di italiani, internati dopo la dichiarazione di guerra di Mussolini all’Inghilterra. Ne morirono 446, i cui corpi furono restituiti dal mare anche a grande distanza di tempo dal siluramento della nave. Questa tragedia dimenticata dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che anche gli italiani sono stati oggetto di deportazione, che anche gli italiani sono stati migranti, che anche gli italiani hanno trovato una morte atroce per acqua. Il contrappunto visivo sarà affidato ad Antonio Biasiucci, che ai migranti ha dedicato un lavoro di straordinaria potenza di suggestione, efficacissimo fin dal titolo, Molti.

Venerdì 23 febbraio (ore 17,30) Nadia Fusini e Gennaro Carillo dialogheranno su Il grande cervo, ossia su Falstaff e Atteone, o su Falstaff come Atteone moderno, in occasione della nuova traduzione (Feltrinelli, 2017) della Fusini delle Merry Wives of Windsor di Shakespeare, innovativa fin dal titolo: Madame al posto del tradizionale Comari. Incontro che avrà dunque per oggetto le metamorfosi moderne di un mito classico (di metamorfosi) e, più in generale, l’impatto di Ovidio sulla letteratura elisabettiana, oltre che su quella a venire.

Giovedì 22 marzo (ore 18) le metamorfosi del comico – e del suo rapporto con il politico: problema anche del nostro tempo, nel quale il comico/comiziante e il politico si confondono – saranno indagate da Luciano Canfora, in una lezione dal titolo Tucidide e Aristofane: dal 411 al 404. Arco di tempo cruciale per la vicenda della democrazia ateniese: siamo nella fase finale, disastrosa, della quasi trentennale guerra del Peloponneso, con Atene città divisa dal conflitto civile (stasis) tra la fazione oligarchica e quella democratica. È questo il contesto nel quale Aristofane prende decisamente partito contro la democrazia: le Rane – questa la tesi di Canfora – diventano l’occasione per un comizio feroce contro i politici del presente e in particolare contro il leader democratico Cleofonte, del quale si decreta la condanna proprio sulla scena.

Lunedì 26 marzo (ore 18) il confronto dell’antico con il contemporaneo verterà sul tema dell’esilio e del ritorno. Nostos/reditus. Storie di ritorni è il titolo, con la partecipazione di Rossana Valenti, professoressa di Letteratura Latina alla Federico II, che parlerà del De reditu, il poema di Claudio Rutilio Namaziano, e dello scrittore di origine libica Hisham Matar, autore de Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro (Einaudi, 2017), Premio Pulitzer 2017 per l’autobiografia. L’incontro è una comparazione tra due viaggi (due nostalgie: la parola greca designa il ‘dolore del ritorno’): uno tardo-antico, quello di Claudio, che torna da Roma in Gallia e scrive un poema sulla degenerazione dell’impero, un altro contemporaneo, con Hisham Matar che torna in Libia sulle tracce del padre fatto sparire da Gheddafi.

Venerdì 20 aprile (ore 18) Massimo Cacciari proporrà la sua originalissima interpretazione filosofica e filologica dell’Eneide in una lettura dal titolo Vittoria triste. Due i punti chiave: Enea come esule in terra straniera ed eroe fondatore (siamo dunque di fronte a un’integrazione importante del tema del 26 marzo); Enea come la personificazione dell’eroe antico per eccellenza, chiamato a compiere – anche suo malgrado – un destino e a corrispondere sempre e comunque alle aspettative della comunità. Anna Bonaiuto leggerà estratti dal poema virgiliano.

Lunedì 7 maggio (ore 17,30) Gennaro Carillo e Ulderico Pomarici discuteranno delle teorie ‘immoralistiche’ della giustizia tra antico e moderno. Perché, in fondo, ‘ammiriamo’ il delinquente che la fa franca e deprechiamo chi si fa cogliere in flagrante? Se avessimo la garanzia dell’immunità (il mitico anello di Gige, il cui castone, ruotato verso l’interno della mano, rende invisibili), dunque la sicurezza dell’impunità, resisteremmo alla tentazione di infrangere la legge? O il nostro giudice interno è talmente forte da metterci al riparo dalla tentazione? Sono domande che il pensiero antico si è posto in termini così radicali da provocare risposte anche tra i moderni, con sorprendenti consonanze (e dissonanze). Massimo Popolizio leggerà brani da Erodoto, Tucidide (il dialogo dei Melii e degli Ateniesi), Antifonte, Platone.

Mercoledì 16 maggio (ore 17,30) è il turno di «Molto mi è grato, Roma, guardare le tue rovine». Il fascino delle rovine tra paura e desiderio. Il titolo, tratto da un verso di Enea Silvio Piccolomini, richiama l’eros che attrae irresistibilmente verso le rovine. Ne parleranno Alain Schnapp (già ordinario di Archeologia classica all’Università di Paris-Sorbonne e direttore dell’Institut National d’Histoire de l’Art), che sta per licenziare un libro fondamentale sul tema, una storia universale del culto delle rovine, e un giornalista-scrittore, Vittorio Giacopini, che ha appena pubblicato un romanzo visionario, inclassificabile, scritto in una lingua ricchissima e potente, Roma, il cui protagonista, Lucio Lunfardi, ha in animo di distruggere Roma non col fuoco, come Nerone, ma con l’acqua, mondandola del marciume fisico e morale che l’asfìssia. Il contrappunto visivo sarà affidato a Alejandro Gómez de Tuddo, il cui lavoro fotografico su Roma intercala abilmente immagini del presente (e del potere romano: i ripetitori della RAI) e i frammenti, le anatomie del passato glorioso della Città eterna. Anche quest’incontro si avvale della collaborazione dell’Institut Français de Naples.

Giovedì 7 giugno (ore 18) uno dei maggiori studiosi di Ovidio (ordinario di Letteratura latina a Siena e alla New York University), Alessandro Barchiesi, terrà una lezione dal titolo Metamorfosi a teatro. Ovidio e lo spettacolo della trasformazione, nella quale proporrà anche una riflessione conclusiva sul tema generale del ciclo. Alla voce di Elena Bucci sarà affidata la lettura di Ovidio e in particolare del mito dei pirati Tirreni trasformati in delfini e di quello di Atteone.

Si chiude mercoledì 13 giugno (ore 17,30) con un incontro, promosso in collaborazione con l’Institut Français de Naples, dedicato all’abuso dell’antichità classica da parte del regime hitleriano. Interverrà Chapoutot, professore di Storia contemporanea all’Università di Paris-Sorbonne e autore de Il nazismo e l’Antichità (Einaudi, 2017). Alberto Crespi, critico cinematografico e autore/conduttore di Hollywood Party su Radio3, racconterà invece – ovviamente proiettandone delle sequenze – il film di Leni Riefenstahl Olympia, girato durante le Olimpiadi berlinesi del 1938 ed esempio perspicuo dell’appropriazione ‘retorica’ dell’antichità classica da parte della propaganda nazista.

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Miriam Candurro madrina del Charity Gala Sinfonia d’Autunno

Sarà Miriam Candurro, premiata al Gala Del Cinema e della Fiction IX edizione  in Campania quale migliore attrice del film commedia“Vieni a vivere a Napoli”, la testimonial di “Sinfonia d’Autunno… sulle note della solidarietà”.Il tradizionale charity Gala promosso da Maridì Communication quest’anno dedicato alla Fondazione ALEDOTOLI ONLUS, sarà diretto a sostenere i piccoli pazienti dell’Ospedale Pausilipon di Napoli e le loro famiglie. Ad aprire la scena, una performance canora ispirata alla tradizione napoletana di alcuni piccoli allievi dell’Adolphe Ferriere , la nota scuola che opera egregiamente da 28 anni nel mondo dell’infanzia che interpreteranno una versione di “Cicerenella” e della “Tammurriata” tratte dallo spettacolo già realizzato in occasione della festa della musica dal titolo “Cri cra cra e gli animali cantano”, seguita da un mini defilè degli esclusivi outfit by Bonbon, la rinomata boutique del cuore di Chiaia di Daniela Marano ed Imma Laino. Grande spazio dedicato al mondo della moda con Giada Curti rinomata griffe di Alta Roma Moda per l’Haute Couture, che proporrà una capsule di “Frida” la Collection Spring Summer 2018 “Giada Curti Resort” e Tersige Cerrone, reduce da un’importante esperienza al Louvre di Parigi, dove ha sfilato dodici capi sartoriali molto apprezzati dal parterre francese. Ed ancora, sempre per la moda, in passerella, gli outfit della Collezione Autunno/Inverno 2017 /18 de “IL Bello delle donne”, l’esclusiva boutique nel cuore del Vomero di Loredana Gaeta, destinati ad una donna che ama essere à la page in ogni ora del giorno, e la preziosa collezione di Umberto Antonelli, maestro pellicciaio, che proporrà capi avvolgenti, dai tagli originali ed i colori brillanti, interpretando un nuovo modo di “fare pellicceria”. Non solo fashion ma anche “Food & Beverage” di alto profilo con Caffè Kamo, un brand giovane ma di antica tradizione, sempre attento ad iniziative legate alla solidarietà che durante la serata inebrierà gli ospiti con un’aromatica tazzina di caffè oltre ad omaggiare coloro che effettueranno una donazione alla Fondazione Ale Dotoli con una delle lattine della linea caffè macinato: Kamo Tolima, composta al 100% da caffè Arabica o Kamo Deca. Ed infine, in omaggio alla “regina” della tradizione culinaria partenopea, “La pizza”, gli “sfizi culinari” di “Da Pasqualino”, la storica pizzeria  al Borgo Loreto, unica sede, brillantemente rappresentata dal maestro Giovanni Gallifuoco con la moglie Annamaria Mazzotta, la signora Giovanna Mazzotta, le figlie Rosa, Angela, Linda , Lella, istruttrice UPT&ER per la terza volta consecutiva campionessa mondiale di pizza fritta. Gran finale con dinner buffet ed intrattenimento musicale. Attesi centinaia di ospiti, esponenti del mondo dello spettacolo, dell’impresa e del professionismo campano.

Contrassegnato da tag , , ,

“Lettere a mia figlia”: Leo Gullotta racconta in un cortometraggio la malattia dell’Alzheimer

Il 21 settembre in occasione della Giornata Mondiale per la lotta contro l’Alzheimer, Studio Universal (Mediaset Premium DT) e Paradise Pictures presentano, il pluripremiato cortometraggio “Lettere a mia figlia” di Giuseppe Alessio Nuzzo, interpretato da Leo Gullotta nei panni di un anziano padre che scrive delle lettere alla figlia nel tentativo di spiegare la sua malattia.

Il corto sarà in onda, sul Canale del grande cinema americano classico il 21 Settembre alle 15.15 all’interno del magazine A Noi Piace Corto.

«Un corto che serve a far entrare chi guarda in questa piccola storia di una malattia terribile, l’Alzheimer» così Leo Gullotta, protagonista del film breve “Lettere a mia figlia”, finalista in centinaia di festival in tutto il mondo e vincitore di decine di premi tra cui la menzione speciale ai Nastri d’Argento e il premio come migliore cortometraggio al Giffoni Film Festival.

Girato in Campania tra Napoli e provincia e prodotto da Paradise Pictures con Pulcinella Film, vede la regia di Giuseppe Alessio Nuzzo, che lo scorso Aprile ha esordito con il suo primo lungometraggio “Le verità” con Francesco Montanari, Nicoletta Romanoff, Anna Safroncik e la partecipazione di Maria Grazia Cucinotta.

«La storia che si racconta è quella di un uomo che ha vissuto la sua vita gioiosa in famiglia con la moglie e la bambina che diventerà presto donna – racconta Gullotta – In questo percorso lo aggredisce la malattia che porterà lui e la sua famiglia ad attraversare un dolore quasi “cosciente”».

«Raccontare di una malattia così delicata non è facile – dichiara il regista partenopeo, già direttore generale del Social World Film Festival – Ho ritenuto necessario far trasparire sin dai primi script il rispetto della dignità della persona in quanto tale cercando collaborazione nella stesura della sceneggiatura da parte di scienziati ed esperti in materia».

Il 21 settembre uscirà in distribuzione nazionale l’omonimo libro, edito da Pulcinella Editore e a cura di Giuseppe Alessio Nuzzo con la prefazione di Leo Gullotta. Il testo, che ripercorre la malattia di Alzheimer, le origini, le motivazioni e la vera storia di “Lettere a mia figlia”, contiene il DVD con il film breve integrale e contenuti extra.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

CINEMA:  Social World Film Festival 2017 special guest Claudia Cardinale e Laura Morante 

Premio alla carriera a Claudia Cardinale che reciterà alcuni brani del cinema mondiale (28 luglio), madrina Laura Morante (24 luglio). Omaggi a Paolo Villaggio, Pasquale Squitieri e Gian Luigi Rondi. Attesi sul red carpet Enzo Avitabile (23 luglio), il cast di “Braccialetti Rossi”, Cristina Donadio, Sabrina Impacciatore, Loredana Simioli (27 luglio), Maria Pia Calzone, Maurizio Casagrande, Tosca D’Aquino, Lello Arena (29 luglio) e tanti altri. Torna il Mercato Europeo del Cinema Giovane e Indipendente

Sono 330 le opere selezionate in concorso e fuori concorso, 100 in anteprima e provenienti da 48 nazioni diverse, ci saranno poi workshop, seminari e tanti ospiti. Questi gli ingredienti della 7a edizione del Social World Film Festival (tutte le attività ad ingresso gratuito – http://www.socialfestival.com<http://www.socialfestival.com>), diretto dal regista Giuseppe Alessio Nuzzo, che si terrà a Vico Equense dal 23 al 30 luglio. Claudia Cardinale riceverà il Premio alla Carriera (venerdì 28 luglio) recitando alcuni passi dei più celebri film nazionali ed internazionali. Alla Cardinale verrà dedicata una retrospettiva con la proiezione di “8 e mezzo”, “Il Gattopardo”, “I guappi” e sarà insignita del titolo di Ambasciatrice del Museo del Cinema della Penisola Sorrentina. L’attrice, che campeggia anche sulla locandina del Festival, succede nell’albo d’oro dei premiati ad artisti come Giancarlo Giannini, Ornella Muti, Luis Bacalov, Valeria Golino, Leo Gullotta, Franco Nero, Maria Grazia Cucinotta che hanno apposto la loro firma sul monumento “The Wall of Fame” sito nel centro storico della città.

Madrina di questa edizione l’attrice Laura Morante che incontrerà il pubblico di Piazza Mercato – Arena Loren lunedì 24 luglio e presenzierà alle tante iniziative del festival come il Mercato Europeo del Cinema Giovane e Indipendente (26 luglio) che vedrà realtà dell’industria cinematografica tra cui Rai Cinema e Studio Universal, produttori, distributori e registi provenienti da vari Paesi, incontrarsi per discutere sulle novità del cinema giovane indipendente.

Grandi film tutte le sere con proiezioni 2k e audio dolby surround: “Indivisibili” di Edoardo de Angelis (domenica 23 luglio), “Le verità” (ambientato e girato a Vico Equense) di Giuseppe Alessio Nuzzo (lunedì 24 luglio), “La Bella e la Bestia” di Bill Condon (martedì 25 luglio), “Io prima di te” di Thea Sharrock (mercoledì 26 luglio), “In guerra per amore” di Pif (giovedì 27 luglio), “Mine” di Fabio Guaglione e Fabio Resinato (venerdì 28 luglio). Omaggi ai compianti Paolo Villaggio, Pasquale Squitieri e Gian Luigi Rondi.


Tra gli ospiti attesi Enzo Avitabile in concerto (23 luglio), Miriam Candurro, Bungaro (24 luglio), il cast di “Braccialetti Rossi”, Cristina Donadio, Sabrina Impacciatore, Loredana Simioli, Fabio De Caro (27 luglio), i registi Cinzia Th Torrini e Alessandro D’Alatri (presidenti di giuria), Tosca D’Aquino, Maria Pia Calzone, Lello Arena, Fabio Fulco, Maurizio Casagrande, Giorgio Marchesi, Monica Nappo, i Foja, (29 luglio) e tanti altri. Il tema di quest’anno è “Magia. Incanto, suggestione, meraviglia”.

Il Social World Film Festival si inserisce nel più ampio progetto della Città di Vico Equense “Promorecupevalorizza Penisola”, candidato ai POC 2014-2020 finanziati dalla Regione Campania.

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Spazio Comunale Forcella: “Noi, oltre il tramonto”, il film sulla droga fra adolescenti

Lunedì 12 giugno, alle ore 17.00, presso lo Spazio Comunale “Piazza Forcella” in Via Vicaria Vecchia n. 23, avrà luogo la presentazione del film “Noi, oltre il tramonto”, prodotto da DGPhotoArt e PartyChic Events, con la regia di Davide Guida. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, vuole rappresentare un’occasione per proporre un’opera prima che, oltre ai contenuti, intende testimoniare le possibilità offerte dalla creatività dell’imprenditorialità culturale giovanile. Nato da un’idea di Tiziana Viscardi, giovane imprenditrice di Casal Di Principe impegnata nell’assistenza a giovani disagiati e immigrati, il film vuole essere un documento sullo scottante tema del consumo di droga fra gli adolescenti e dei malesseri che ne conseguono.

Davide Guida, esordisce in qualità di regista, è da diversi anni esperto in comunicazione e tecnologia nonché scrittore di romanzi e novelle. Ha già operato in termini di sceneggiatore di altri lungometraggi, principalmente a sfondo sociale, fra cui “Moda e Amore” sui malesseri del mondo della moda e dello spettacolo e “Al di sopra di ogni pregiudizio” sul tema del razzismo fra giovanissimi.

“Noi, oltre il tramonto”, basato su soggetto originale di Orlando Puoti (che è anche protagonista), e totalmente no-budget, si avvale quasi esclusivamente della partecipazione di attori non professionisti e narra la storia drammatica di tre ragazzi, Dino, Pasqualino e Marco, dai giorni della loro difficile infanzia all’adolescenza, fino al fatale ingresso nel tunnel della droga dal quale potranno tentare di uscire solo grazie alla riscoperta dei sentimenti e delle emozioni. Nel cast, oltre a Orlando Puoti, Pasquale Scarpati, Michelle Sara Ciotola, Angela D’Avanzo, Carmen Percontra, Angela Iovane, Ciro Grieco, Francesco Di Pace, Eugenio Bono, Pasquale Rea. Da citare l’apparizione straordinaria e amichevole dell’attrice Rai e Mediaset Emanuela Tittocchia.

Per la sua realizzazione sono state utilizzate strumentazioni, ambientazioni e competenze paragonabili a quelle di livello professionale, a dimostrazione che la forza di volontà può competere con costose produzioni cinematografiche ed essere di stimolo per le giovani risorse. Il film è stato girato soprattutto nelle zone di Casal Di Principe, dell’Aversano, Villa Literno e Castel Volturno.

La proiezione sarà preceduta da un video rappresentante una lirica scritta e interpretata dall’artista Carmen Percontra, in tema con l’argomento del film, e dal trailer del film “Il fattore astrale”, ultimo lavoro cinematografico del noto regista Nando De Maio.

Alla proiezione saranno presenti autorità istituzionali del Comune di Napoli, attori del film e esponenti del giornalismo, della cultura, del cinema e dello spettacolo.

Contrassegnato da tag , , , , , , , ,

Studio Universal al Cinema Posillipo per “Lettere a mia figlia” di Giuseppe Alessio Nuzzo


Appuntamento al cinema – Giovedì 2 marzo ore 19 con ingresso gratuito, sarà proiettato al Cinema Posillipo il film breve “Lettere a mia figlia” di Giuseppe Alessio Nuzzo con Leo Gullotta per la terza tappa del tour internazionale di Studio Universal, il Canale del grande cinema classico americano distribuito da Mediaset Premium.

Dopo le proiezioni a Los Angeles (2 febbraio, Istituto Italiano Di Cultura di Los Angeles) e Reggio Calabria (15 febbraio, Teatro sullo Stretto – Reggio Tv) il cortometraggio sull’Alzheimer distribuito da Paradise Pictures arriva a Napoli grazie alla collaborazione di Alessandro e Andrea Cannavale.

Girato in Campania tra Napoli e provincia e prodotto da Pulcinella Film, “Lettere a mia figlia” racconta «la storia di un uomo che ha vissuto la sua vita gioiosa in famiglia con la moglie e la bambina che diventerà presto donna – racconta Gullotta – In questo percorso lo aggredisce la malattia che porterà lui e la sua famiglia ad attraversare un dolore quasi “cosciente”».
 
«Raccontare di una malattia così delicata non è facile – dichiara il regista partenopeo Giuseppe Alessio Nuzzo che sarà al cinema ad aprile con il suo primo lungometraggio “Le verità” con Francesco Montanari, Nicoletta Romanoff e la partecipazione di Maria Grazia Cucinotta – Ho ritenuto necessario far trasparire sin dai primi script il rispetto della dignità della persona in quanto tale cercando collaborazione nella stesura della sceneggiatura da parte di scienziati ed esperti in materia».

Al termine della proiezione seguirà dibattito con regista e cast al quale interverranno Manuela Berardinelli, presidente nazionale Alzheimer Uniti; Francesca Ginocchi, direttore comunicazione Studio Universal; Patrizia Bruno, geriatra e presidente Casa Alzheimer; Francesco Pinto, direttore centro produzione Rai di Napoli.

“Lettere a mia figlia” verrà messo in onda in prima tv lunedì 27 marzo alle 20,40 su Studio Universal (Mediaset Premium DT).
 

Contrassegnato da tag , , , ,

Elastic Heart: “La storia reale dell’Uomo Elastico”


Nunzio Bellino, sembra uscito dal film ” I fantastici 4″ , ma in realtà è un uomo reale dotato di pelle elastica.

Lo abbiamo scoperto attraverso la proiezione e presentazione del nuovo corto sociale scritto e diretto da Giuseppe Cossentino, dal titolo “ ELASTIC HEART”, dove Nunzio è proiettato nella sua quotidianità e intimità. Nunzio, è un po’ come quei personaggi dei fumetti o dei cartoni animati che possono allungarsi come vogliono. Per lui, solo allungamenti di pelle, in ogni parte del suo corpo. L’attore è già un caso dei social come lo stesso corto sociale in cui si racconta della sua sindrome davvero molto rara: si tratta della sindrome di Ehlers – Danlos, che colpisce la pelle. Il collagene che rende la nostra pelle elastica non funziona più: per questo motivo la sua pelle può essere allungata. 

Il lavoro filmico firmato da Giuseppe Cossentino, già Oscar del Web, promosso dalla giornalista Marita Miano, con la collaborazione di Massmedia Comunicazione ha una sceneggiatura forte ma delicata, trattando questo tema con grande sensibilità collegandosi ad altri rumori sociali come bullismo e discriminazione. Sensazioni e sentimenti accompagnano il viaggio del protagonista, fatto di amore, amicizie e delusione sino alla rivelazione della sindrome. Il regista Cossentino:- precisa – ” Si tratta di un corto sociale, che ho affrontato con entusiasmo non appena l’amico attore Nunzio Bellino, conosciuto un anno fa mi ha raccontato la sua storia non ho potuto dire di no alla realizzazione di questo nostro piccolo film che potesse portare a conoscenza questa rara patologia e lanciare un messaggio positivo che comunque la vita va affrontata con un sorriso nonostante tutto, senza mai lamentarsi dei futili problemi. Infatti, Elastic Heart, è il racconto di una vita, quella di Nunzio è in futuro spero diventi anche un lungometraggio, questo è solo un corollario del progetto”


Nel cast anche gli attori Giada Dell’Aversana, col ruolo della fidanzata, Rachele Esposito (la voce narrante della madre di Nunzio) e Luca Maranò, in quello del migliore amico. Un corto destinato a non fermarsi ma a far parlare di sé, attraverso festival nazionali ed internazionali ed anche altre proiezioni. E sarà tradotto anche in diverse lingue per divulgare una patologia rara e la storia di Nunzio che merita di essere conosciuta. L’ attore Nunzio Bellino conclude: ” Il prodotto finito è molto forte e fa commuovere, non potevo avere un regista e sceneggiatore migliore come Cossentino che ha colto e rappresentato nel film la verità della mia storia. Si, sono l’uomo elastico, ma sono un essere umano come tutti, sono una persona prima di tutto, non un fenomeno da baraccone. E’ importante l’informazione e la divulgazione di questa patologia per dare speranza, dato che si tratta di un caso su un milione. Con Cossentino porteremo Elastic Heart, verso grandi vette questo è solo l’inizio”. 

Contrassegnato da tag , , , , , ,

Mister Felicità: Alessandro Siani presenta la sua nuova commedia di “rinascita emotiva”

mister-felicita-by-angela-acanfora-photographer-6787Una favola per chi ama i lieti fini e i suoi film- queste le parole di Alessandro Siani che ha presentato in esclusiva alla stampa locale, la sua nuova commedia “Mister Felicità”. Un cast d’eccezione con Diego Abatantuono, Carla Signoris, Elena Cucci, Yari Gugliucci, Cristiana dell’Anna, ha reso il film ancora più coinvolgente e divertente. “Sono stato davvero felice di avere tutti questi grandi attori nel mio film, da Diego Abatantuono dal quale ho appreso sul set delle lezioni di cinema, un attore profondo, ma anche un grande improvvisatore, Carla Signoris, grandissima fuoriclasse, Elena Cucci, una mancata pattinatrice e un’attrice centrata, Yari Gugliucci, un attore molto generoso e infine Cristiana dell’Anna, la mia scoperta comica più grande, e tutti insieme mi hanno reso un Mister.”

Nel film ambientato per lo più in provincia di Bolzano e Südtirol, non sono mancati i riferimenti a Napoli, che caratterizza i film sianiani. «Napoli non è più una cartolina sporca e piena di polvere, – aggiunge Siani- buttata in un cestino, il nostro Sindaco Luigi De Magistris ha fatto un ottimo lavoro che spesso mi auguravo anch’io, ovvero prendere questa cartolina scrivere le frasi”potete venire in questa città” e l’ha spedita in tutto il mondo. Di conseguenza c’è stata una risposta molto forte da parte del turismo e questo ci da la possibilità di far sì che il turismo a Napoli possa sempre migliorare, così come la città in sè.» Ribadisce Siani: «In questo periodo di gran confusione in cui le persone non hanno più fiducia in nessuno non è facile portare gioia nel cuore della gente…ed è questo il compito arduo di Mister Felicità.- Nel film, volevo raccontare la mancanza di ottimismo e la grande rabbia che c’è oggi facendo vedere come l’incontro tra due pessimisti, come Martino e Arianna, possa alla fine far scaturire la felicità”.Un film per le famiglie, quello che io ho sempre desiderato fare. Una cosa non facile, perchè un film diventa una favola quando non si usa il linguaggio quotidiano che è sempre molto più crudo.»

mister-felicita-by-angela-acanfora-photographer-376

Il film che sarà in sala dal 1 gennaio 2017 e  distribuito da 01Distribution, racconta la storia di Martino  De Simone (Siani), giovane napoletano debosciato che vive principalmente in Svizzera ospite della sorella Caterina (Cristiana Dell’Anna).Martino non fa altro che lamentarsi, ma quando un imprevisto costringe all’immobilità la giovane sorella che ha bisogno di costose cure, deve rimboccarsi le maniche attingendo all’innato spirito ‘fai da te’ napoletano. Così l’inetto Martino si ritrova costretto a lavorare al posto della sorella Caterina come uomo delle pulizie della ricca casa-studio del dottor Guglielmo Gioia (Abatantuono), corpulento mental coach specializzato nello spronare l’alta società (atleti, attori e industriali) nel segno di ‘pensa positivo’. Ma fa Martino anche di più, durante l’assenza del dottor Gioia, si finge suo assistente. E, proprio in questa veste, incontra la famosissima campionessa di pattinaggio Arianna Croft (Elena Cucci) che, dopo una brutta caduta sul ghiaccio, non trova più motivazioni per tornare a competere. Nel frattempo i campionati europei di pattinaggio sono alle porte: ce la farà Martino, nell’insolito ruolo di Mister Felicità (questo è il nome che si è dato), a far tornare Arianna, con tanto di madre castrante (Carla Signoris), la campionessa di una volta?

Le musiche del film sono state curate dal grande maestro, pianista e compositore Umberto Scipione.

 

Contrassegnato da tag , , , , , , , , ,

“DENTRO IL SILENZIO”: La grande sfida cinematografica di Pino Sondelli contro la sordità infantile 


Martedì 13 dicembre 2016, alle ore 11, sarà presentato ufficialmente al cinema “America Hall”, sito in Napoli in Via Tito Angelini, 21, “DENTRO IL SILENZIO”, il film-sfida nato da un’idea di Antonio della Volpe e Lucio Allegretti, realizzato dal noto regista Pino Sondelli e dedicato alla sordità infantile.

Il lavoro cinematografico gode del patrocinio dell’AORN Santobono-Pausilipon di Napoli, del Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo e dell’Unicef Campania.

La produzione è di Aquila Film, società che da trenta anni è impegnata nella comunicazione in ambito medico-sanitario; direttore di produzione Ornella De Santis.

Notevole il cast di attori napoletani che ha condiviso la sfida entrando con professionalità e sensibilità nella trama del film dedicato al delicato mondo della sordità infantile. Tra tutti ricordiamo Stefania De Francesco, Stefano Moffa, Gianni Parisi, Riccardo Zinna, Renato de Rienzo, Pino L’Abbate, Virginia Formisano, il maestro Fabrizio Soprano, Piera Violante, la piccola Ilaria Porcelli dell’Accademia di Briciole di Stelle, Mattia Abbundo e Alessandra Savastano.

 Aquila Film si è avvalsa nella produzione della collaborazione degli studenti dell’Accademia Belle Arti di Nola, ABAN: Giuseppina Barbati, Cinzia Cittadini, Walter Chiarello, Angela Limonciello, Giovanni Ruoppo, Ena Serra, Armando Giuseppe Mandile, con la presenza di Daniele Pirozzi e Alessandro Calamo diretti dal prof. Pino Sondelli e con la partecipazione di Savio Panico.

Da un incontro tra il prof. Antonio della Volpe, Responsabiledel Centro di Riferimento Regionale per gli Impianti Cocleari in età pediatrica della UOSD di Chirurgia Protesica della Sordità infantile del Santobono-Pausilipon di Napoli e Lucio Allegretti direttore della Società di produzione, nasce l’idea di comunicare, attraverso una storia vera, il disagio della sordità infantile e la sua possibile risoluzione attraverso la scelta dell’impianto cocleare.

La Regione Campania ha un primato: è stata la prima regione italiana a introdurre lo screening universale dei nuovi nati dal 2003 (Delibera n° 3130 del 31.10.2003)

 

Dentro il Silenzio è la storia della famiglia di Luisa e Alberto Pascucci con i loro tre figli: Ilaria di 9 anni e dei gemelli Giulio e Carlotta di 4 anni. I due gemelli, nati con un udito normale, all’età di circa tre anni lentamente lo perdono. Tra il non accettare l’idea di avere dei figli con l’handicap della sordità e il non conoscere il motivo, inizia il dramma della famiglia Pascucci: una famiglia come tante, catapultata in poco tempo in una realtà dura e difficile da accettare. Per Luisa e Alberto inizia un percorso prima del tutto inimmaginabile. Un continuo girare tra medici, amici e conoscenti in cerca di verità ed indicazioni su come agire davanti ad un evento molto più grande di loro. Con la consapevolezza di non voler accettare una realtà troppo penosa, e quindi rischiare di creare ai gemelli una vita diversa dagli altri bambini, i coniugi Pascucci affronteranno un periodo di confronti, fatto di ragioni, litigi, incomprensioni, a volte crudi, laceranti, sofferti, che li dividono per poi riunirli e dividerli e riunirli ancora, in un’alternanza di emozioni che non mancheranno di stimolare e coinvolgere gli spettatori, aprendo le menti ad una propositiva conoscenza di una realtà sconosciuta a tanti. La ricerca faticosa di un nuovo equilibrio, una nuova “normalità” di vita.

Sotto la spinta dell’affettuoso nonno materno, Luisa e Alberto decidono di incontrare nell’ospedale pediatrico della città, l’equipe di medici specialisti che indica la soluzione al problema: dopo vari controlli ed esami ai piccoli pazienti la giovane coppia sceglie consapevolmente di sottoporre i propri figli all’intervento di impianto cocleare.

Grazie all’impianto cocleare la vita affettiva e sociale dei bambini diventa normale. I due gemelli diventano dei piccoli campioni: Giulio nel basket e Carlotta nella danza.

Nelle parole di Pino Sondelli, la nascita del progetto sociale ed il perché di una scelta “folle”, sicuramente molto impegnativa.

E’ l’Aquila Film che decide di contattare il regista Pino Sondelli, in un primo momento per realizzare uno spot sugli impianti cocleari per la sordità infantile, ma dalle parole del regista:

“…all’incontro nell’Ospedale Santobono di Napoli, rimango pietrificato da un’immagine: quella dei tantissimi bambini di pochi mesi e anni, tutti legati dallo stesso disagio della sordità. Dopo pochi secondi di miei silenziosi sguardi su quei tanti volti tristi e spenti, vengo ricevuto dai medici e ascolto quello che mi dice il primario del reparto Antonio della Volpe. Senza indugio, poiché l’idea nasce da una storia vera, propongo di trasformarla in un film: la storia di una famiglia che combatte, e dei bambini che non hanno la capacità di sentire entrando giorno dopo giorno DENTRO IL SILENZIO”.

Una sfida per il diritto di tutti a sentire e vivere una vita pienamente appagante, che sicuramente servirà. Un progetto creato e portato avanti con assoluta passione e solo per Amore verso l’Infanzia, che è il futuro della vita. 

Contrassegnato da tag , , ,