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SOGNI SOTTO L’ALBERO A VILLA DOMI: UNITI CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

Ritorna “Sogni sotto l’Albero” , l’evento ideato e promosso da Maridì Communication in partnership con la Maxima Film di Marzio Honorato e Germano Bellavia teso a celebrare l’avvento del Natale in maniera originale, giammai trascurando le problematiche del sociale. Il leitmotif della nuova Edizione è “Arginare la violenza di genere attraverso l’audiovisivo” difatti la kermesse inizierà con la proiezione integrale del cortometraggio prodotto dalla Maxima Film con la regia di Corrado Ardone, interpretato dagli attori Antonio Pennarella e Rosalia Porcaro, destinato alle donne vittime di ogni forma di violenza fisica  o psicologica, con l’intento preciso di alimentare in loro “il coraggio della denuncia”.

A seguire ampio spazio dedicato alla moda con in passerella i capi sartoriali di Eles Couture, alias EsterGatta, un brand giovane ma già molto affermato anche nel campo dello spettacolo, collaborando alla realizzazione dei costumi di scena femminili di prodotti audiovisivi di grande risonanza come “I Bastardi di Pizzofalcone 2 “, le cui riprese sono cominciate già da qualche giorno sul territorio partenopeo; ed ancora gli outfit dedicati alle Christmas Holidays de “Il Bello delle Donne”, la nota boutique di via Scarlatti al centro del Vomero di Loredana Gaeta, i gioielli di Gentilepiù di Celeste e Lisa Gentile, affermate imprenditrici nel campo dei “preziosi” per tradizione familiare e le avvolgenti e pregiate pellicce di Umberto Antonelli, dai tagli perfetti e le nuance inusuali come il pervinca, l’arancio, il fucsia. Particolare attenzione  anche alla cura del benessere psico-fisico della donna con i preziosi suggerimenti e gli interessanti pacchetti Health & Beauty offerti dalla Farmacia “Aesculapius” di Andrea Di Giacomo, farmacista da generazioni. Grande risalto anche alle eccellenze del Food and Beverage del nostro territorio: in scena, gli show cooking di Lella Gallifuoco, istruttrice UP&ter, campionessa mondiale di “pizza fritta” con Linda Gallifuocoartist pizzaiola” della storica Ditta “Da Pasqualino” al Borgo Loreto e del maestro pasticciere Gerardo Di Dato, appena reduce da un nuovo successo professionale conquistato a Parigi. In pole position la “Confettata natalizia” di Maxtris Confetti, prima azienda in Europa per qualità e tecnologia, Caffè Kamo, brand giovane ma di antica tradizione che con il suo bar itinerante delizierà il palato degli ospiti proponendo una degustazione delle sue eccellenti miscele di caffè e l’”Azienda Agricola Solaria Capri” che offrirà una selezione di vini campani doc.

Particolarmente interessante anche l’intervento in linea con il tema della kermesse, di Patrizia Gargiulo, Presidente de “Le Donne nel sociale” Onlus, con il suo Calendario “Le donne che Amo” , un progetto nato allo scopo di raccogliere fondi per acquistare il kit anti violenza che verrà distribuito agli invitati dietro un atto di liberalità.

Attesi diversi esponenti del mondo dello spettacolo, dell’impresa e dello showbiz. Gran finale con un dinner buffet curato dallo Chef di Villa Domi e del suo staff con la supervisione del patron Mimmo Contessa e della signora Marianna Mercurio e del direttore della struttura Marcello Messuri.

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Iberico, la Tradizione culinaria della Spagna declinata alla partenopea

Iberico nasce da un’idea di Stefano Scarpa e Giorgio Maddaluno, concepito per portare a Napoli, città storicamente e culturalmente vicina alla Spagna, la vera cucina delle regioni iberiche usando la maestrìa e l’arte della cucina partenopea.

La “taberna española” inaugurerà i locali di Traversa privata Sanseverino, 10, a Napoli (quartiere Vomero-Arenella) giovedì 14 dicembre dalle ore 20.00.

Un ristorante che punta sicuramente sui classici della cucina spagnola come la paella ma dove non mancheranno neppure prodotti più originali e locali come il Jamon Iberico, i formaggi, vini e birre, tutto rigorosamente made in Spain.

I giovani imprenditori Scarpa e Maddaluno, hanno scelto Napoli e il quartiere Vomero per investire, in un’attività che porterà sviluppo, lavoro e diversificherà l’offerta food in città.

Proprio lo chef Maddaluno, per anni, ha prestato servizio presso uno dei ristoranti spagnoli più noti della Campania e non vede l’ora di mettersi nuovamente in gioco, questa volta in prima persona.

“Dobbiamo provarci ora che ne abbiamo la forza e i requisiti, – afferma il primo chef di Iberico, Giorgio Maddaluno da parte mia metterò in campo la decennale esperienza in questa tipologia di cucina e la grande passione per la Spagna che accomuna me e Stefano in questa esperienza.”

La cucina come possibilità

Passione per la Spagna ma anche profondo impegno civico. Iberico vuole promuovere un concetto di cucina che va oltre la cultura culinaria e si espande come discorso sociale.

Volevamo andare oltre la classica domanda che fanno a tutti i giovani imprenditori che investono in un momento economico così delicato ‘Ma chi ve l’ha fatto fare?”precisa StefanoAbbiamo il dovere morale di provarci, per dare una possibilità a noi stessi e creare le condizioni economiche e sociali per risollevarci”.

La Spagna unita

Il ristorante mira ad unire le varie specialità della cucina spagnola offrendo prodotti tipici Castigliani, Valenciani, Baschi, Catalani, Andalusi e non solo. Il menù sarà interprete di un modo di intendere la cucina come strumento di unione tra culture diverse che a tavola trovano la giusta fusione.

Napoli, crogiolo di esperienze diverse e incredibili, è la location ideale per questo progetto ambizioso e assolutamente originale.

L’inaugurazione

Giovedì 14 dicembre, dalle ore 20.00, si partirà con questa nuova avventura. A impreziosire la serata inaugurale ci saranno ballerini di Flamenco e dj set.

Il prosieguo sarà condito da assaggi dei prodotti tipici spagnoli oltre che da mono porzioni dei piatti che caratterizzeranno il menù a partire dall’indomani stesso.

Quando: giovedì 14 dicembre dalle ore 20.00.

Dove: Traversa privata Sanseverino, 10, Vomero-Arenella (Na)

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Full immersion a 360º per la mostra Van Gogh Experience

Grande successo per la VAN GOGH – the IMMERSIVE EXPERIENCE, l’esperienza che ha commosso il mondo, la mostra che unisce il piacere della scoperta della vita di Van Gogh all’immersione totale nel cuore pulsante della sua arte.

Nello show multimediale e interattivo, prodotto e distribuito a livello internazionale da Exhibition Hub e da Next Exhibition, il visitatore è coinvolto a 360 gradi, vivendo la straordinaria esperienza di immergersi nei quadri di Van Gogh.

L’innovativa mostra è stata allestita nella Basilica di San Giovanni Maggiore, nuova casa delle emozioni di Van Gogh, pronta ad illuminarsi di colori nuovi, ritratti e scenari toccanti e soprattutto di sensazioni uniche.

The IMMERSIVE EXPERIENCE interagisce con l’osservatore, lo prende per mano e lo invita ad entrare dentro al quadro di uno dei pittori più amati di tutti i tempi: un nuovo modo di conoscere e vivere l’Arte. Il visitatore esplora il fascino di Vincent camminando all’interno dei suoi quadri, grazie ad un innovativo sistema di proiezioni 3D mapping.

L’interno della Basilica è stato rivoluzionato con il montaggio di otto grandi schermi che, grazie a sedici proiettori video di altissima definizione, che hanno reso possibile – l’impossibile: i quadri hanno preso vita coinvolgendo e abbracciando il pubblico a trecentosessanta gradi. Ogni superficie è diventata arte: pareti, colonne, soffitti, pavimenti e persino l’altare della Basilica che si colora delle tinte più amate da Van Gogh, dal blu profondo della notte stellata al giallo vivo dei girasoli.

Sarà impossibile non carpire a pieno il senso dei pensieri di Van Gogh e i suoi stati d’animo perché le sue opere prenderanno vita in vividi dettagli in un percorso video della durata di oltre un’ora, in cui sarà possibile gustare l’arte da diversi punti di vista, in piedi o sdraiati a terra, diventando parte integrante del quadro.

L’osservatore diventa infatti protagonista dell’opera, ampliando i propri sensi verso onde di immagini e suoni, intensi e belli. E la mostra coinvolgerà non solo la vista, ma anche l’udito, con una colonna sonora che accompagnerà il visitatore nel suo percorso, esaltando ancora di più l’emotività del viaggio.

Nel dettaglio, l’“esperienza” sarà divisa in tre parti emozionali, ciascuna con una fruizione temporale decisamente fluida.

PRIMA PARTE: la presentazione dell’artista

Il pubblico viene introdotto alla scoperta della pittura dell’artista, dei suoi studi, della ricerca del suo stile e della corrispondenza con il fratello Theo. I soggetti vengono delineate con immagini (come schizzi, pennelli, scrittura veloce) e testi, con un vecchio stile grafico; accenno all’abitudine del pittore di portare sempre con sé qualcosa da scrivere e da abbozzare.

I visitatori sono invitati a passeggiare nella galleria per scoprire dieci diverse zone tematiche che presentano le opere di Van Gogh sotto forma di dipinti animati ricchi di effetti ottici.

Va sottolineato che i soggetti più cari al pittore, che egli esplorava facendone serie di dipinti, hanno dettato la selezione dei temi delle zone.

Alcuni esempi delle raffigurazioni ottiche presenti in mostra:

– il dipinto che illustra un fiume da cui l’acqua comincia a correre per poi colpire il pavimento.

– una mise en abyme, processo utilizzato per rappresentare un lavoro nel lavoro. A ogni zoom si osserva che la pittura precedente era in realtà incastonata in un’immagine più grande. Qui si percepisce la multi-sensorialità percettiva dell’artista che, arrivato in un luogo come un villaggio, godeva di ogni suo angolo e sfaccettatura, dalla caffetteria, al fiume, alla sua camera da letto.

– due dipinti in interazione: quello situato nella parte inferiore raffigura i granchi, mentre quello situato nella parte superiore rappresenta la spiaggia ed il mare. I granchi iniziano a muoversi, si levano in piedi dritti, si avvicinano ed entrano nella pittura che illustra il mare.

– due dipinti ritratti i cui personaggi iniziano ad interagire toccandosi le braccia. La sezione esiste perché la serie dei ritratti è una parte importante del lavoro di Van Gogh.

–  numerosi quadri sull’argomento del treno, tanto caro al pittore: sono presentati sei dipinti diversi con l’aiuto della proiezione ed il treno attraverserà ciascuno di essi prima di tornare al suo punto di partenza. Più in dettaglio il treno rimane in una stazione ferroviaria nella pittura superiore, poi arriva nel dipinto sottostante seguendo la prospettiva, dopo di ché passa in mezzo ai campi, attraverso la pittura che illustra un fiume; il treno attraversa il ponte e così via finché non ritorna finalmente nel primo dipinto.

SECONDA PARTE: l’immersione completa

Dopo la prima parte ecco che si verifica la transizione: ad una ad una le luci si spengono, lasciando illuminata una sola opera e dando il via all’esperienza “immersiva”.

Il pittore è ora al culmine della sua carriera e in mostra si pone un focus sulle sue opere principali. La luce svela ed esalta la pittura che sembra liberarsi dalla sua cornice e in un minuto copre tutta la stanza, a 360 gradi, in un crescendo di atmosfera musicale e di suono.

I visitatori possono godere della scena da diversi punti della galleria, scoprendo sempre nuovi punti di vista e chiavi di lettura dell’animo dell’artista.

Contemporaneamente gli autoritratti del pittore vengono mappati attraverso la proiezione su un busto 3D e le foto si animano, grazie agli studi di decine di esperti in realizzazione visuale di ultima generazione.

TERZA PARTE: i momenti bui

E’ giunta l’ultima fase di vita dell’artista, con nuovi e diversi stili ambientali, un suono molto diverso, un’atmosfera oscura e torbida che riflette e mette in evidenza il temperamento ritirato e taciturno che Van Gogh ha cercato di soffocare nelle sue opere precedenti.

Mentre il pittore affonda nella follia e nell’alcool dà vita ad alcune delle sue opere più apprezzate, come “La Notte Stellata”.

Vengono introdotte nel visual mapping numerose illusioni ottiche, a rappresentare gli sbalzi emotivi dell’artista, mentre i suoni ricordano quelli di un ospedale psichiatrico.

Tuttavia il finale riporta un ritorno alla luce ed al colore, chiudendo il percorso su una nota positiva: “Campo di grano con corvi” invade in maniera immersiva l’intera stanza con la sua luminosità ed i suoi vivaci colori estivi. Simbolizza l’arrivo di una sorta di sorriso di commiato dell’artista che sorge serenamente in piena luce, inducendo ad un’importante riflessione: è questa la follia che genera un genio d’arte?!

UN’AREA UNICA AL MONDO: per la prima volta in Italia la virtual reality experience!

Il visitatore vive e sperimenta, anche grazie all’utilizzo di auricolari da virtual reality, una giornata di Van Gogh: dall’alba al tramonto nel corpo del pittore, nel villaggio di Hales, Francia.

La passeggiata immersiva a 360 gradi ruota attorno ad una successione di sette opere di Van Gogh. Dal risveglio nella camera da letto (“La camera da letto di Van Gogh”), il camminare per le scale, la  scoperta della casa dall’esterno (“La Casa Bianca”), l’avanzamento nei campi con l’incontro delle contadine (“La Siesta “), l’arrivo nel” Campo di grano con i corvi “e poi” Un campo di grano con cipressi” dove un effetto di velocità indica che la fine della giornata sta arrivando e la transizione a “La Notte Stellata” inizia prima che finisca definitivamente il giorno con la pittura notturna sul lungomare (“Notte stellata sul Rodano”) e il ritorno alla camera da letto (“La camera da letto di Van Gogh”).

I visitatori fanno, per la prima volta in Italia, una passeggiata in un mondo realizzato in 3D, ma con uno stile realistico, dove scoprono uno dopo l’altro le diverse scene. Su ogni nuova scena, i visitatori percepiscono l’ambiente/paesaggio con gli occhi di Van Gogh e quando si trovano nella distanza adeguata, le mani iniziano addirittura a dipingere l’opera in questione con una menzione del titolo e dell’anno di realizzazione.

L’obiettivo dell’installazione è di consentire ai visitatori di continuare a imparare il genio di Vincent Van Gogh e di approfondire la scoperta del suo mondo attraverso le sue opere, rendendosi conto del contesto in cui il pittore si è impegnato a creare e l’interpretazione che ha dato di loro.

ORARI e DETTAGLI SULLA MOSTRA

La mostra è aperta al pubblico tutti i giorni. Nel dettaglio:

– dal lunedì al venerdì incluso: 10-19

– sabato: 10-20

– domenica 14-20

Orario continuato

Dettaglio giorni festivi:

– 8 dicembre 14-20

– 24 e 31 dicembre CHIUSO

– 25 dicembre 14-20

– 26 dicembre 10-20

– 1 gennaio 14-20

– 6 gennaio 14-20

La Basilica ha una capienza di pubblico precisa. Per cui il biglietto per la mostra vedrà un giorno ed un orario di ingresso preciso e determinato, che non potrà essere cambiato.

L’ultimo ingresso sarà concesso un’ora prima dell’orario di chiusura della mostra.

BIGLIETTI

Intero: 12 euro

Ridotto: 10 euro. Per under 12 anni (gratuito sotto i 3 anni di età), over 65 anni e partners convenzionati.

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Big party per la nuova Inaugurazione degli studi di GT Channel

Il 13 dicembre alle ore 20, ci sarà l’inaugurazione del centro di produzione televisiva GT Channel. Sul red carpet si alterneranno importanti personaggi del mondo dello spettacolo, che seguiranno la presentazione dei nuovi studi televisivi dell’emittente, dedicati in buona parte alla produzione per terzi.

Testimonial della serata saranno l’attrice e conduttrice televisiva Emanuela Tittocchia, e l’anchorman e giornalista Alessandro Cecchi Paone.

La struttura, di proprietà dell’editore Tony Florio,vanta le più moderne tecnologie audiovisive e tutta la catena completa del prodotto audiovisivo, con spazi di accoglienza che vanno dai garage al coperto e all’aperto, alla grande hall di ricevimento e attesa, con angolo bar, camerini, perfettamente riscaldati e accorsati per ogni tipo di esigenza e preparazione. I locali si articolano su tre piani, collegati da corridoi, scale, montacarichi e ascensore, tutto perfettamente insonorizzato e adeguato alle tecniche più moderne. Si sviluppano su tre studi televisivi, di varia utilizzazione, serviti da fari esclusivamente a led e da una complessa rete di cablaggio e canalizzazione nascosta.

L’evento, per cui si richiede l’abito lungo o da sera, sarà contraddistinto da momenti musicali, di spettacolo e dj set. Ci sarà spazio inoltre per la solidarietà e nel corso della festa saranno raccolti fondi a favore della onlus Do-No che si occupa di sostegno ai bambini malati del Pausillipon.

La serata verrà, ripresa dalle telecamere di GT CHANNEL, che realizzerà uno speciale che andrà in onda sulla rete nazionale di Canale Italia.

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Blind Vision di Annalaura di Luggo, un viaggio di luce in onore dei non vedenti

Lunedì 4 Dicembre alle ore 11,30, nella Sala Giunta del Comune di Napoli viene presentato il progetto artistico Blind Vision di Annalaura di Luggo “un viaggio di luce in onore di chi non la vede” promosso dal Comune di Napoli con il supporto dell’Assessorato alla Cultura, dell’Assessorato allo Sport, Patrimonio e Pubblica Illuminazione e dell’Assessorato ai Giovani. Dal 7 dicembre e per tutto il periodo delle festività natalizie, Piazza dei Martiri accoglierà l’installazione dell’artista napoletana che esplora la modalità di percezione del mondo dei non vedenti unendo ricerca artistica e impegno sociale. Gli occhi sono il centro della ricerca artistica di Annalaura di Luggo che ha scelto l’iride come simbolo dell’identità e dell’unicità di ogni essere umano: dalle star di Hollywood ai senza fissa dimora, dai politici internazionali ai carcerati, dietro l’obiettivo della macchina fotografica brevettata dall’artista sono state immortalate più di 1000 persone di ogni tipologia. Scopo dell’artista e dell’installazione, volutamente in una piazza pubblica di grande affluenza, è infatti quello di indagare la percezione del mondo dei non vedenti e, al contempo, sensibilizzare l’opinione pubblica verso una maggiore integrazione sociale e culturale di chi spesso viene emarginato e dimenticato. La luce sarà l’elemento chiave dell’installazione che prevede lo sviluppo di un progetto di light design site-specific per Piazza dei Martiri in alternativa alle tradizionali luminarie natalizie.

Alla conferenza stampa intervengono:

Ciro Borriello, Assessore allo Sport Patrimonio e Pubblica illuminazione

Alessandra Clemente,  Assessore ai Giovani

Nino Daniele, Assessore Cultura e Turismo

Mario Mirabile, Presidente UICI Unione Italiana Ciechi Napoli e tra i protagonisti di Blind vision

Michela Annunziata – studentessa dell’Istituto Colosimo e la più giovane protagonista di Blind vision

Annalaura di Luggo – artista

Il progetto artistico multimediale Bind Vision (sound design di Paky Di Maio- light design Luca Pasquarella e foto di scena di Sergio Siano) con l’opera tattile Essenza, curato da Raisa Clavijo e il documentario Blind Vision diretto da Nanni Zedda, è stato un evento ufficiale del Maggio dei Monumenti 2017 di Napoli, realizzato all’Istituto Colosimo per non vedenti e ipovedenti con il patrocinio morale di Regione Campania, Comune di Napoli e Unione Italiana Ciechi onlus (Sezione Napoli), con la collaborazione dell’Associazione Teatro Colosimo e con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli (Museo Madre di Napoli). Con l’installazione in Piazza dei Martiri inizia una tournée nazionale che toccherà tutte le principali città italiane. Roma, Milano, Firenze, Torino e Venezia sono le prossime tappe 2018 di Blind Vision che si prepara ad uscire dai confini nazionali per girare il mondo: la mostra è stata già in esposizione all’Art Basel in Svizzera a cui seguiranno San Paolo (SP Arte), New York, Miami, Dubai e Parigi. Il progetto Blind Vision è stato scelto dalle Nazioni Unite per il CRPD – Conference on Rights of Persons with Disabilities – che si terrà a New York nel mese di Giugno 2018 in presenza di capi di stato e di governo provenienti da tutti i paesi del mondo.

La mostra è visitabile tutti i giorni gratuitamente al calar del buio, dalle ore 17 alle 20, in gruppi di 20 persone. Durante tutto il periodo saranno proposte delle iniziative a sostegno dell’Unione Italiana dei Ciechi sezione Napoli.

Annalaura di Luggo (1970) è nata a Napoli dove vive e lavora. Le sue opere sono esposte in Italia e in gallerie a Miami, New York, Parigi, San Paolo e inserite in molte collezioni private in Italia e all’estero.

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Appuntamento con la Bellezza: Domenica 26 novembre sarà eletta la nuova Miss Vesuvio 2017

Grande attesa per Domenica 26 novembre, con la tappa finale del tour 2017 di Miss Vesuvio, il concorso di bellezza giunto quest’anno alla sua nona edizione che si terrà alle ore 20 nel teatro Umberto di Nola.
Sono state 23 le tappe e le selezioni in diverse città della Campania, per finalmente giungere al termine con l’elezione della reginetta più bella del Vesuvio.
La serata, che sarà contraddistinta da momenti di spettacolo e defilé di moda, sará presentata dalla bella inviata del programma di Rai uno La Vita in Diretta, Barbara Di Palma e il conduttore e speaker radiofonico Timo Suarez.

Ospite d’onore della serata: Giovanni Ciacci, volto noto di Rai Due del programma Detto Fatto e promesso ballerino nel cast di Ballando Con Le Stelle edizione 2018.
Gli organizzatori Anna Maione e Nicola Pinto promettono anche quest’anno di offrire un trampolino di lancio a quante vogliano percorrere la strada nel mondo dello spettacolo o che sognano il mondo della moda e che in ogni caso partecipando al concorso vivranno un’intensa e importante esperienza. La direzione artistica dell’evento anche quest’anno è affidata all’attore Gianni Parisi che ha ampliato la qualificata giuria del concorso inserendo anche noti giornalisti che assegneranno la “fascia di telegenia” ad una delle Miss in gara. Inoltre Marianna De Martino de “La Ribalta” di Castellammare di Stabia premierà la vincitrice con un corso di formazione cinematografico di un anno. Tra i giurati ci saranno tra gli altri : Rino Cesarano, amatissimo giornalista sportivo e opinionista televisivo, Armando Sanchez, noto blogger e inviato del magazine Bollicine Vip, Antonio D’Addio conduttore a Tv Luna e inviato per i settimanali Top e Vip nonché vice direttore de Lo Strillo e Davide Ponticiello del programma I Protagonisti.

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Caccia al Tesoro, Salemme e Buccirosso al cinema come “Totò e Peppino”

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Un’esilarante commedia italiana scritta da Enrico e Carlo Vanzina “CACCIA AL TESORO” è la storia di Domenico Greco (Vincenzo Salemme), sfortunato attore teatrale che naviga nei debiti e vive a sbafo in casa della cognata Rosetta (Serena Rossi), vedova di suo fratello, che ha un figlio di nove anni malato di cuore. L’unico modo per salvarlo sarebbe operarlo in America, ma l’operazione costa 160 mila euro. Disperati, vanno a pregare San Gennaro chiedendo un miracolo. E San Gennaro risponde… dando loro il via libera per “prendersi” uno dei gioielli della sua Mitra custodita insieme al famoso Tesoro nella cripta della chiesa.
Insieme a Ferdinando (Carlo Buccirosso), Cesare (Max Tortora) e Claudia (Christiane Filangieri) e il piccolo Gennarino (Gennaro Guazzo) parte una “Caccia al Tesoro” che li porterà da Napoli, a Torino, fino a Cannes in Costa Azzurra. Entrano in scena poliziotti, rapinatori professionisti, camorristi e mercanti d’arte, in una girandola di situazioni esilaranti con cifra comica e anche umana nella tradizione della commedia all’italiana.

Il film rievoca “Operazione San Gennaro” del 1966 diretto da Dino Risi, con Totò, Nino Manfredi, ma i registi precisano che non si tratta di un remake. Qui non c’è una banda di professionisti, bensì un attore spiantato, Vincenzo Salemme, che vuole recitare Molière in napoletano, ma ormai pieno di debiti si trova davanti l’ennesima triste notizia.

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“Sono stato sin da subito contento di lavorare con i fratelli Vanzina- ha dichiarato Salemme- li conosco da tempo, Carlo lo chiamo “lo scienziato” per la precisione e il valore che sa dare ad ogni dettaglio del suo lavoro. Ha sempre la capacità innata di raccontare le cose da un punto di vista cinematografico, mi piace la semplicità e la nettezza delle inquadrature che gira, ed è una semplicità concreta perchè ti permette sempre di portare a casa la scena al meglio. Anche con Enrico sono molto legato, ad ogni film leggiamo sempre insieme la sceneggiatura, per cercare insieme nuovi spunti, con loro sono sempre a mio agio perchè  mi ritrovo sempre il personaggio calzato addosso.”

In “Caccia al tesoro”, ritorna dunque la fortunata ed affiatata coppia di attori napoletani, Salemme e Buccirosso, che iniziarono giovanissimi la loro carriera teatrale, prima del successo al cinema. I Vanzina scelgono per la prima volta i due come protagonisti, definendoli i Totò e Peppino dei nostri giorni, per il talento naturale ed i tempi comici perfetti. Tra omaggi musicali e immagini alla città di Napoli, la pellicola scorre veloce, sulle note di una “favola realistica” – così la definiscono i fratelli Vanzina -con un lieto fine non scontato.

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Netiquette: Facebook Model Marketing- Il nuovo libro di Massimo Lucidi

Sarà presentato giovedì 23 Novembre a Casoria, presso la sala meeting della Funteam in via Mauro Calvanese n.39 alle ore 17:00, il libro “Netiquette Facebook model marketing” opera del giornalista economico internazionale Massimo Lucidi, noto per essere l’ideatore ed il Segretario Generale del Premio Eccellenza Italiana di Washington DC.

Il libro è divenuto in breve tempo un best seller è un punto di riferimento per chi ha interesse a saperne di più sul mondo social e soprattutto a come comportarsi per gestire la propria identità virtuale sul web. Temi oggetto del convegno saranno la Web dipendence ed il Cyberbullismo e saranno trattati dai relatori Espedito D’Antó (esperto di comunicazione web) Sergio D’Anna (editore) Marco Pengue (marketing Funteam) Alessandro Iovino (giornalista e autore) Modera Nando Troise (Direttore di Casoriadue).

Dopo gli interventi dell’autore Massimo Lucidi, vi saranno i saluti di Raffaele Montella in rappresentanza della proprietà della struttura che ospita la manifestazione che si terrà presso la sala meeting della Funteam in via Mauro Calvanese n. 39 alle ore 17:00. A seguire conversazione con buffet per tutti gli ospiti.

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Gli ARTETECA al Teatro Cilea con “Cirque du Shatush”

Terminate le riprese del loro nuovo film, FINALMENTE SPOSI,  in uscita nelle sale a gennaio 2018, Monica e Enzo ovvero gli Arteteca tornano in teatro, e debuttano al Nuovo Teatro Cilea dove dal 9 novembre divertiranno il pubblico con CIRQUE DU SHATUSH

 Metti insieme una coppia comica dal talento trascinante, un gruppo di circensi e l’apporto video delle più innovative tecnologie ed ecco “CIRQUE DU SHATUSH”.

Gli Arteteca – al secolo Monica Silvia Lima e EnzoIuppariello – fra i personaggi più amati del contenitore comico di Rai2 Made in Sud,reduci da una tournée internazionale e protagonisti del nuovo film di Natale 2016“Natale a Londra”, sono mattatori per due ore di intrattenimento con la “i“ maiuscola dal ritmo serratissimo.  Lo spettacolo, scritto a quattro mani dagli stessi Arteteca con Nando Mormone Ciro Ceruti che ne cura anche la regia, raccorda attraverso le musiche inedite di Frank Carpentieri ed i numeri di un gruppo di 8 circensi ed acrobati, sketch che hanno come protagonisti i più amati personaggi ai quali il duo comico ha dato vita negli anni. Lo Spettacolo inizia con Enzo che in proscenio a sipario chiuso parla

di uno spettacolo essenziale e minimalista, ma viene immediatamente smentito dall’ingresso estremamente trionfale di Monica a seguito
di tutta la compagnia di circensi.Un continuum che trascinerà gli spettatori a 360 gradi in unmondo fantastico; il pubblico avrà la sensazione di entrare in un circo, grazie all’allestimento che caratterizzerà tutti gli spazi di accesso oltre alla sala stessa, con artisti circensi che accoglieranno gli spettatori in sala ancor prima che lo spettacolo vero e proprio abbia inizio.

Uno spettacolo per Tutta la famiglia fatto di immagini, musica, circo e soprattutto tante risate!

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Fuoriclassico:La contemporaneità ambigua dell’antico, passaggi di stato, Migrazioni e altre metamorfosi

Saranno oltre trenta, tra filosofi, scrittori, storici, scienziati, attori, artisti visuali, i protagonisti della seconda edizione di “Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico” al Museo Archeologico di Napoli, quindici appuntamenti dal 10 novembre al giugno 2018 sul tema “Passaggi di stato. Migrazioni e altre metamorfosi”. Tra gli ospiti Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Hisham Matar (Premio Pulitzer 2017), Alain Schnapp, Johann Chapoutot, gli attori Luigi Lo Cascio, Silvia Calderoni, Anna Bonaiuto, Sandro Lombardi, Enzo Salomone, Massimo Popolizio, Elena Bucci, i fotografi Antonio Biasiucci e Alejandro Gómez de Tuddo.
La rassegna, il cui tema si pone si pone in rapporto ideale con Ovidio (a duemila anni dalla morte) e con Vico (a 350 anni dalla nascita: Vico insegnò proprio nella sede attuale del Museo Nazionale), è promossa dal MANN e dal suo direttore Paolo Giulierini, con le associazioni ‘A Voce alta e ‘Astrea. Sentimenti di giustizia’, ideata e curata da Gennaro Carillo, con il coordinamento organizzativo di Marinella Pomarici e di Andrea Milanese per il MANN.
“Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico” non è un festival, è piuttosto, il risultato di una ricerca collettiva sul senso dei classici oggi. Sulla loro inattualità e, insieme, sulla loro contemporaneità” – tiene a sottolineare Gennaro Carillo, ordinario di Storia del pensiero politico alle Università Suor Orsola Benincasa e Federico II.
Il titolo, Fuoriclassico, non gioca solo sul classico come – letteralmente – ‘fuoriclasse’, appartenente a una specie superiore di autori e opere. Vuole alludere soprattutto alla necessità di ‘liberare’ i classici, antichi e moderni, dal ‘monumento’ nel quale li costringiamo, marmorizzandoli, fissandoli una volta per tutte in una forma autorevole e intimidatoria. Ciò che rende classico un classico è invece l’irrequietezza che lo contraddistingue. Le linee di fuga, imprevedibili e virtualmente infinite, che da esso si dipartono.

Rispetto alla scorsa stagione, quest’anno Fuoriclassico si arricchisce non solo di ‘contrappunti’ teatrali concepiti specificamente per il progetto del MANN e affidati ad alcune delle voci più importanti della scena italiana, ma anche di contrappunti visivi, demandati ad artisti come Antonio Biasiucci e Alejandro Gómez de Tuddo.
Media partner del progetto Rai Radio 3
Incontro inaugurale venerdì 10 novembre (ore 18) dal titolo Agorà / Agoradio / Agor@. Crisi e trasformazioni dello spazio pubblico. Intervengono Giuseppe Laterza, Pietro del Soldà e Marco Filoni. Lo spazio e il discorso pubblico sono profondamente mutati. Quella digitale, per esempio, è la nuova frontiera, se non della democrazia, sicuramente del populismo. Comprendere la mutazione in atto e provare a immaginarne gli esiti è il presupposto essenziale di qualsiasi discorso politico a venire.

Venerdì 24 novembre (ore 17,30) e sabato 25 novembre (ore 21) saranno consacrati al dio migrante e mutante per eccellenza, Dioniso. Dal cui mito si procederà per una riflessione più ampia sul tema delle identità. La due giorni si articolerà in un dialogo su Dioniso tra Massimo Fusillo, autore di un magnifico libro sul dio e sulle Baccanti nel Novecento, Il dio ibrido, e Gennaro Carillo, e il 25, alla Galleria Toledo, nella ripresa della performance MDLSX dei Motus, con Silvia Calderoni da sola in scena, una delle esperienze teatrali più potenti, e intimamente ‘dionisiache’, degli ultimi anni.

Mercoledì 13 dicembre (ore 17,30) sarà la volta di un confronto a tre voci sulle Cosmogonie degli antichi comparate a quelle dei moderni. I miti e le teorie scientifiche sull’origine del mondo saranno indagati da Franco Ferrari, ordinario di Storia della filosofia antica all’Università di Salerno, Massimo Capaccioli, emerito di Astrofisica nell’Università di Napoli Federico II, ed Eugenio Lo Sardo, storico e direttore dell’Archivio Centrale dello Stato.

Sabato 16 dicembre (ore 18) ci si sposterà al Teatro Bellini, dove Luigi Lo Cascio leggerà l’Apologia di Socrate di Platone. Lo Cascio incontra, in anteprima assoluta per il MANN, la ‘ricostruzione’ platonica dell’autodifesa giudiziaria più famosa della storia, un testo cruciale per la comprensione del processo attico, delle strategie retoriche in uso nei tribunali popolari, e soprattutto per una messa a fuoco, dagli esiti inquietanti, del rapporto tra il filosofo – orgogliosamente minoritario – e la potenza mortale della maggioranza. Dunque un modo per riflettere, seppure nella distanza storica, sul ‘posto’, scomodo, del sapere critico in democrazia.

Mercoledì 31 gennaio 2018 (ore 17,30) sarà la volta di Metamorfosi dell’intellettuale (e del Principe), con Ivano Dionigi, ordinario di Letteratura latina all’Università di Bologna, di cui è stato Rettore, e direttore del centro studi La permanenza del classico, e Paolo Di Paolo, scrittore e giornalista. Le letture sceniche saranno affidate a un maestro del teatro italiano, Sandro Lombardi. Quest’incontro rappresenta una sorta di approfondimento di quello inaugurale del 10 novembre, di focalizzazione su due figure chiave dello spazio e del discorso pubblico: l’intellettuale e il detentore del potere (dunque il ‘principe’ secondo un’accezione ampia e dai confini mobili). Come conservare un sapere critico, come continuare a praticare la parrhesia (il discorso franco e libero, senza autocensure), di fronte a chi comanda e, se contrariato, può arrivare a darti la morte? Questo il tema, ovviamente declinato secondo la modalità tipica di Fuoriclassico: l’antico (Lucrezio, Seneca, Tacito) e il contemporaneo (che fine hanno fatto gli intellettuali in tempo di disintermediazione? La disintermediazione implica la fine del sapere critico o solo la fine – nemmeno tanto deprecabile – del monopolio del sapere in capo a un ceto autorevole, istituzionalmente depositario esclusivo della critica? In altri termini: disintermediazione significa più o meno democrazia? O significa che quel che chiamiamo democrazia è un’altra cosa, totalmente diversa dal significato che la tradizione le annette?)

Venerdì 16 febbraio (ore 18) sarà la volta di un incontro che riflette appieno lo spirito di Fuoriclassico. Il titolo è Quel che resta di noi. Il tema è attinto alla tragedia classica: l’atto culturale della sepoltura, la restituzione di dignità e identità al corpo morto, il destino del nemico ucciso. L’occasione è offerta dal dramma dei migranti morti nel Mediterraneo, dalla prova di umanità alla quale i loro corpi – estranei, in tutti i sensi – ci chiamano. Interverrà Cristina Cattaneo, ordinario di Medicina legale alla Statale di Milano e direttrice del LABANOF, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia forense nel quale si lavora per restituire l’identità ai migranti, e non solo, a partire da tracce piccolissime. Un lavoro che, osserva la Cattaneo, non è tanto un atto di pietas verso i morti quanto un atto di rispetto per i vivi, per coloro che rivendicano i corpi dei propri cari. Sono anche questi vivi in attesa straziante il grande rimosso della tragedia che si consuma nel Mediterraneo. Con Cristina Cattaneo interverrà Caterina Soffici, scrittrice, autrice di un romanzo, Nessuno può fermarmi (Feltrinelli, 2017), ispirato a una storia vera che mostra le intermittenze della Storia: il naufragio dell’Arandora Star, la nave inglese stipata di italiani, internati dopo la dichiarazione di guerra di Mussolini all’Inghilterra. Ne morirono 446, i cui corpi furono restituiti dal mare anche a grande distanza di tempo dal siluramento della nave. Questa tragedia dimenticata dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che anche gli italiani sono stati oggetto di deportazione, che anche gli italiani sono stati migranti, che anche gli italiani hanno trovato una morte atroce per acqua. Il contrappunto visivo sarà affidato ad Antonio Biasiucci, che ai migranti ha dedicato un lavoro di straordinaria potenza di suggestione, efficacissimo fin dal titolo, Molti.

Venerdì 23 febbraio (ore 17,30) Nadia Fusini e Gennaro Carillo dialogheranno su Il grande cervo, ossia su Falstaff e Atteone, o su Falstaff come Atteone moderno, in occasione della nuova traduzione (Feltrinelli, 2017) della Fusini delle Merry Wives of Windsor di Shakespeare, innovativa fin dal titolo: Madame al posto del tradizionale Comari. Incontro che avrà dunque per oggetto le metamorfosi moderne di un mito classico (di metamorfosi) e, più in generale, l’impatto di Ovidio sulla letteratura elisabettiana, oltre che su quella a venire.

Giovedì 22 marzo (ore 18) le metamorfosi del comico – e del suo rapporto con il politico: problema anche del nostro tempo, nel quale il comico/comiziante e il politico si confondono – saranno indagate da Luciano Canfora, in una lezione dal titolo Tucidide e Aristofane: dal 411 al 404. Arco di tempo cruciale per la vicenda della democrazia ateniese: siamo nella fase finale, disastrosa, della quasi trentennale guerra del Peloponneso, con Atene città divisa dal conflitto civile (stasis) tra la fazione oligarchica e quella democratica. È questo il contesto nel quale Aristofane prende decisamente partito contro la democrazia: le Rane – questa la tesi di Canfora – diventano l’occasione per un comizio feroce contro i politici del presente e in particolare contro il leader democratico Cleofonte, del quale si decreta la condanna proprio sulla scena.

Lunedì 26 marzo (ore 18) il confronto dell’antico con il contemporaneo verterà sul tema dell’esilio e del ritorno. Nostos/reditus. Storie di ritorni è il titolo, con la partecipazione di Rossana Valenti, professoressa di Letteratura Latina alla Federico II, che parlerà del De reditu, il poema di Claudio Rutilio Namaziano, e dello scrittore di origine libica Hisham Matar, autore de Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro (Einaudi, 2017), Premio Pulitzer 2017 per l’autobiografia. L’incontro è una comparazione tra due viaggi (due nostalgie: la parola greca designa il ‘dolore del ritorno’): uno tardo-antico, quello di Claudio, che torna da Roma in Gallia e scrive un poema sulla degenerazione dell’impero, un altro contemporaneo, con Hisham Matar che torna in Libia sulle tracce del padre fatto sparire da Gheddafi.

Venerdì 20 aprile (ore 18) Massimo Cacciari proporrà la sua originalissima interpretazione filosofica e filologica dell’Eneide in una lettura dal titolo Vittoria triste. Due i punti chiave: Enea come esule in terra straniera ed eroe fondatore (siamo dunque di fronte a un’integrazione importante del tema del 26 marzo); Enea come la personificazione dell’eroe antico per eccellenza, chiamato a compiere – anche suo malgrado – un destino e a corrispondere sempre e comunque alle aspettative della comunità. Anna Bonaiuto leggerà estratti dal poema virgiliano.

Lunedì 7 maggio (ore 17,30) Gennaro Carillo e Ulderico Pomarici discuteranno delle teorie ‘immoralistiche’ della giustizia tra antico e moderno. Perché, in fondo, ‘ammiriamo’ il delinquente che la fa franca e deprechiamo chi si fa cogliere in flagrante? Se avessimo la garanzia dell’immunità (il mitico anello di Gige, il cui castone, ruotato verso l’interno della mano, rende invisibili), dunque la sicurezza dell’impunità, resisteremmo alla tentazione di infrangere la legge? O il nostro giudice interno è talmente forte da metterci al riparo dalla tentazione? Sono domande che il pensiero antico si è posto in termini così radicali da provocare risposte anche tra i moderni, con sorprendenti consonanze (e dissonanze). Massimo Popolizio leggerà brani da Erodoto, Tucidide (il dialogo dei Melii e degli Ateniesi), Antifonte, Platone.

Mercoledì 16 maggio (ore 17,30) è il turno di «Molto mi è grato, Roma, guardare le tue rovine». Il fascino delle rovine tra paura e desiderio. Il titolo, tratto da un verso di Enea Silvio Piccolomini, richiama l’eros che attrae irresistibilmente verso le rovine. Ne parleranno Alain Schnapp (già ordinario di Archeologia classica all’Università di Paris-Sorbonne e direttore dell’Institut National d’Histoire de l’Art), che sta per licenziare un libro fondamentale sul tema, una storia universale del culto delle rovine, e un giornalista-scrittore, Vittorio Giacopini, che ha appena pubblicato un romanzo visionario, inclassificabile, scritto in una lingua ricchissima e potente, Roma, il cui protagonista, Lucio Lunfardi, ha in animo di distruggere Roma non col fuoco, come Nerone, ma con l’acqua, mondandola del marciume fisico e morale che l’asfìssia. Il contrappunto visivo sarà affidato a Alejandro Gómez de Tuddo, il cui lavoro fotografico su Roma intercala abilmente immagini del presente (e del potere romano: i ripetitori della RAI) e i frammenti, le anatomie del passato glorioso della Città eterna. Anche quest’incontro si avvale della collaborazione dell’Institut Français de Naples.

Giovedì 7 giugno (ore 18) uno dei maggiori studiosi di Ovidio (ordinario di Letteratura latina a Siena e alla New York University), Alessandro Barchiesi, terrà una lezione dal titolo Metamorfosi a teatro. Ovidio e lo spettacolo della trasformazione, nella quale proporrà anche una riflessione conclusiva sul tema generale del ciclo. Alla voce di Elena Bucci sarà affidata la lettura di Ovidio e in particolare del mito dei pirati Tirreni trasformati in delfini e di quello di Atteone.

Si chiude mercoledì 13 giugno (ore 17,30) con un incontro, promosso in collaborazione con l’Institut Français de Naples, dedicato all’abuso dell’antichità classica da parte del regime hitleriano. Interverrà Chapoutot, professore di Storia contemporanea all’Università di Paris-Sorbonne e autore de Il nazismo e l’Antichità (Einaudi, 2017). Alberto Crespi, critico cinematografico e autore/conduttore di Hollywood Party su Radio3, racconterà invece – ovviamente proiettandone delle sequenze – il film di Leni Riefenstahl Olympia, girato durante le Olimpiadi berlinesi del 1938 ed esempio perspicuo dell’appropriazione ‘retorica’ dell’antichità classica da parte della propaganda nazista.

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