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Spazio Comunale Forcella: “Noi, oltre il tramonto”, il film sulla droga fra adolescenti

Lunedì 12 giugno, alle ore 17.00, presso lo Spazio Comunale “Piazza Forcella” in Via Vicaria Vecchia n. 23, avrà luogo la presentazione del film “Noi, oltre il tramonto”, prodotto da DGPhotoArt e PartyChic Events, con la regia di Davide Guida. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, vuole rappresentare un’occasione per proporre un’opera prima che, oltre ai contenuti, intende testimoniare le possibilità offerte dalla creatività dell’imprenditorialità culturale giovanile. Nato da un’idea di Tiziana Viscardi, giovane imprenditrice di Casal Di Principe impegnata nell’assistenza a giovani disagiati e immigrati, il film vuole essere un documento sullo scottante tema del consumo di droga fra gli adolescenti e dei malesseri che ne conseguono.

Davide Guida, esordisce in qualità di regista, è da diversi anni esperto in comunicazione e tecnologia nonché scrittore di romanzi e novelle. Ha già operato in termini di sceneggiatore di altri lungometraggi, principalmente a sfondo sociale, fra cui “Moda e Amore” sui malesseri del mondo della moda e dello spettacolo e “Al di sopra di ogni pregiudizio” sul tema del razzismo fra giovanissimi.

“Noi, oltre il tramonto”, basato su soggetto originale di Orlando Puoti (che è anche protagonista), e totalmente no-budget, si avvale quasi esclusivamente della partecipazione di attori non professionisti e narra la storia drammatica di tre ragazzi, Dino, Pasqualino e Marco, dai giorni della loro difficile infanzia all’adolescenza, fino al fatale ingresso nel tunnel della droga dal quale potranno tentare di uscire solo grazie alla riscoperta dei sentimenti e delle emozioni. Nel cast, oltre a Orlando Puoti, Pasquale Scarpati, Michelle Sara Ciotola, Angela D’Avanzo, Carmen Percontra, Angela Iovane, Ciro Grieco, Francesco Di Pace, Eugenio Bono, Pasquale Rea. Da citare l’apparizione straordinaria e amichevole dell’attrice Rai e Mediaset Emanuela Tittocchia.

Per la sua realizzazione sono state utilizzate strumentazioni, ambientazioni e competenze paragonabili a quelle di livello professionale, a dimostrazione che la forza di volontà può competere con costose produzioni cinematografiche ed essere di stimolo per le giovani risorse. Il film è stato girato soprattutto nelle zone di Casal Di Principe, dell’Aversano, Villa Literno e Castel Volturno.

La proiezione sarà preceduta da un video rappresentante una lirica scritta e interpretata dall’artista Carmen Percontra, in tema con l’argomento del film, e dal trailer del film “Il fattore astrale”, ultimo lavoro cinematografico del noto regista Nando De Maio.

Alla proiezione saranno presenti autorità istituzionali del Comune di Napoli, attori del film e esponenti del giornalismo, della cultura, del cinema e dello spettacolo.

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Presentazione alla stampa di Napoli di: “Un giorno nuovo” del regista Stefano Calvagna

  

Domenica 13 marzo ore 20,00 presso il cinema Metropolitan, sarà presentato alla stampa «Un Giorno Nuovo» il nuovo film di Stefano Cavagna, distribuito da Poker Entertainment.

 Dopo il successo del film “Non escludo il ritorno”, dedicato alla figura di Franco Califano, Cavagna torna dietro la macchina da presa per un lungometraggio ispirato ad una storia vera e di grande impatto sociale. Girato tra Roma e Bangkok, il film si si avvale di un cast eccellente, composto da Danilo Brugia (“Non escludo il ritorno”, “Rossella”), Luca Filippi (“In fondo al bosco”), dal giovanissimo ma già affermato figlio del regista Niccolò Calvagna (“Anni felici”, “Maraviglioso Boccaccio”), Imma Piro (“Il posto dell’anima”, “Viva l’Italia”), Franco Oppini(“Arrivano i gatti”, “Abbronzatissimi”) e Paola Lavini (“Anime nere”, “Sanguepazzo”) e dall’esordiente Sveva Cardinale, cui si ispira la storia del film. 

E’ la storia di Giulio, che fin dalla tenera età si sente di appartenere a un corpo sbagliato: guarda le bambine e si sente una di loro. A 27 anni decide di operarsi e intraprende un viaggio a Bangkok, in Thailandia, per cambiare sesso e diventare ‘finalmente’ donna fisicamente e fisiologicamente. Un percorso che porterà la protagonista a rivalutare i propri rapporti con la famiglia e gli amici e a ricominciare una nuova vita in un corpo che la farà sentire finalmente a proprio agio nel mondo.

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Lo chiamavano Jeeg Robot, il nuovo film di Gabriele Mainetti

  Uscirà a breve nelle sale italiane il nuovo film « Lo chiamavano JEEG ROBOT » del regista Gabriele Mainetti, con protagonista  Claudio Santamaria, Luca Marinelli, e Ylenia Pastorelli.

Il film, che ha avuto un’accoglienza trionfale alla Festa del Cinema di Roma 2015, narra la storia del pregiudicato di borgata Enzo Ceccotti, che quando cade in un bidone ed entra in contatto con una sostanza radioattiva scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.

Film riconosciuto di interesse culturale on il contributo economico del MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA, con il sostegno della REGIONE LAZIO – FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L’AUDIOVISIVO. In associazione con SORGENTE SGR BANCA POPOLARE DI BARI ai sensi delle norme sul tax credit. Il regista Gabriele Mainetti è autore del cortometraggioTiger Boy (2012), vincitore del Nastro D’Argento 2013 come “Miglior Cortometraggio”, finalista ai Globi D’Oro 2012 e al David di Donatello 2012, e secondo classificato al 42º Giffoni Film Festival.

  
DALLE NOTE DI REGIA:

“Perché proprio un “Supereroe italiano”? 

Perché se è vero che, guardandoci indietro, non scorgiamo uno storico fumettistico in cui personaggi mascherati si sfidano a suon di super poteri per decidere il destino del mondo, è altrettanto vero che, a queste storie, non siamo insensibili. 

Da amante dei generi penso che quello supereroistico rappresenti la sfida più complessa e pericolosa. Fare un buon film per me, significa raccontare con originalità. E quando ti avventuri in un genere che non ti è proprio, il rischio di scadere in un’imitazione è dietro l’angolo . È per questo che non abbiamo voluto raccontare le avventure di un superuomo in calzamaglia. Non avremmo avuto il tempo necessario per aiutare lo spettatore a sospendere l’incredulità. Dovevamo perciò convincerlo a credere dall’inizio. Come? Con le verità che ci appartengono, tangibili in personaggi ricchi di fragilità, che spero riescano a trascinare per mano lo spettatore in un film che, lentamente, si snoda in una favola urbana fatta di superpoteri.”
Mainetti è autore con Michele Braga della colonna sonora del film.

“Ho realizzato “Lo chiamavano Jeeg Robot” con l’intento di dar vita a un film fatto di diversi generi armonizzati tra loro. Durante il montaggio mi sentivo come un funambolo senza la rete di protezione. Con l’arrivo progressivo delle musiche tutto mi appariva più definito e cominciavo a sentirmi sicuro. Per me la colonna sonora in un film è una presenza costante: c’è persino quando non avvertiamo gli strumenti emettere suono. Il silenzio non è altro che una pausa musicale, il direttore d’orchestra continua a battere il tempo e l’organico fa il suo ingresso solo quando l’immagine ne ha davvero bisogno.” Il regista, Gabriele Mainetti 
“L’idea musicale è stata quella di seguire il percorso emotivo del protagonista. Lo spettatore lo pedina lentamente fino a ritrovarsi in un mondo straordinario: quello dei superpoteri. Volevamo affidare l’approccio minimale principalmente a un impianto elettronico addolcito da uno strumento percussivo. Abbiamo scelto il pianoforte. Il tema principale del film risulta accennato nei titoli di testa e si definisce con maggiore chiarezza mano a mano che Enzo Ceccotti prende coscienza della propria realtà identitaria. Nello snodarsi dell’intreccio, che vede il protagonista sempre più vicino all’idea dell’eroe, l’organico si amplia fino a un arricchimento sinfonico del terzo atto che poi esplode nell’epilogo. ” I musicisti, Michele Braga e Gabriele Mainetti.

  
   
 
CAST ARTISTICO 

Enzo CLAUDIO SANTAMARIA 

Zingaro LUCA MARINELLI 

Alessia ILENIA PASTORELLI 

Sergio STEFANO AMBROGI 

Biondo MAURIZIO TESEI 

Sperma FRANCESCO FORMICHETTI 

Tazzina DANIELE TROMBETTI 

 

CAST TECNICO 

Regia GABRIELE MAINETTI    

Soggetto NICOLA GUAGLIANONE 

Sceneggiatura NICOLA GUAGLIANONE, MENOTTI 

Prodotto da GABRIELE MAINETTI  

Produttore Esecutivo JACOPO SARACENI 

Fotografia MICHELE D’ATTANASIO (AIC) 

Musiche GABRIELE MAINETTI, MICHELE BRAGA 

Montaggio ANDREA MAGUOLO 

Con la collaborazione di FEDERICO CONFORTI 

Scenografia MASSIMILIANO STURIALE 

Costumi MARY MONTALTO 

Suono in presa diretta VALENTINO GIANNÌ (AITS) 

VFX Supervisor LUCA DELLA GROTTA 

Organizzatore Generale GIUSEPPE GIGLIETTI  

Aiuto Regia SIMONE SPADA 

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