Vaccini antitumorali e un nuovo kit per lo screening dell’infertilità di coppia: da Napoli due grandi scoperte del Ceinge con due progetti al Premio Nazionale per l’Innovazione

Nel laboratorio del gruppo PEGVax Martina Esposito Lucio Pastore Dalila Savoia e Eleonora Leggiero

La grande speranza dei vaccini antitumorali e la grande novità di un kit diagnostico multi-esame per lo screening di malattie genetiche e alterazioni cromosomiche correlate all’infertilità di coppia. Sono questi i due progetti con cui il CEINGE, il Centro napoletano di Ingegneria Genetica fondato e diretto dallo scienziato Franco Salvatore, sarà presente il 3 e il 4 Dicembre all’Università della Calabria al PNI, il Premio Nazionale per l’Innovazione.

Due progetti con cui il CEINGE-Biotecnologie Avanzate è stato già mattatore, con due diversi gruppi di ricerca tra i primi cinque classificati, delle premiazioni di Start Cup Campania 2015, il Premio annuale per l’Innovazione promosso dalle sette Università campane con l’obiettivo di selezionare gruppi di studiosi che elaborino idee imprenditoriali basate sulla ricerca e sull’innovazione.

Una vera e propria business plan competition, che attira sempre più gruppi di studiosi-imprenditori (ben 66 i gruppi che quest’anno hanno presentato un progetto di start up aziendale) per promuovere e stimolare la ricerca e l’innovazione tecnologica finalizzata allo sviluppo economico e alla nascita di imprese ad alto contenuto di conoscenza. Un obiettivo, per altro, spesso centrato e verso il quale sembrano già ben avviate le due Start Up nate in seno al CEINGE, già da anni Centro di ricerca di fama internazionale e sempre più produttivo incubatore di imprese. Basti ricordare l’esempio di Okairos (ora Reithera) la piccola azienda nata all’interno del CEINGE da un piccolo laboratorio di ricerca e divenuta oggi una delle più grandi aziende al mondo produttrici di vaccini, tanto da essere stata ceduta due anni orsono alla Glaxo per ben 250 milioni di euro.

Una strada imprenditoriale che proprio in un settore similare potrebbe ripercorrere la PEGVax (Generation of PEGylated adenoviral vectors), la Start Up diretta da Lucio Pastore, professore ordinario di Biochimica clinica all’Università Federico II e principal investigator del CEINGE, che con il suo gruppo di ricercatori composto da Eleonora Leggiero, Martina Esposito e Dalila Savoia, si è aggiudicato il secondo premio di Start Cup Campania 2015 con un progetto di generazione di vaccini antitumorali basati su vettori adenovirali chimicamente modificati, ideato in collaborazione con la biologa Claudia De Lorenzo, l’economista Daniele Siniscalco, e con il team di ricerca ImmunoViroTherapy dell’Università di Helsinki guidato dal napoletano Vincenzo Cerullo,approdato alla docenza di Virologia sperimentale nella più importante Università della Finlandia, dopo l’alta formazione della Scuola Superiore di Medicina Molecolare del CEINGE.

“Grazie alla ricerca biotecnologica – spiega Lucio Pastore – è stato possibile trasformare i virus in vettori, eliminando dal loro genoma le caratteristiche che ne determinano la virulenza e i vettori adenovirali (AdVec) somministrati nei tumori si sono dimostrati efficaci per indurre nell’ospite, una risposta del sistema immunitario contro antigeni tumorali con risultati eccellenti nell’uomo”.  L’obiettivo del progetto PEGVax sarà adesso quello di sviluppare a livello imprenditoriale una piattaforma di produzione di vettori adenovirali modificati chimicamente, per lo sviluppo di potenziali farmaci antineoplastici, utilizzando una triplice strategia che prevede la combinazione di PEGhilazione, AdVec oncolitici e veicolazione di una proteina antitumorale.

Le ricercatrici del CEINGE hanno inventato l’unico kit diagnostico al mondo che unisce oltre 20 esami per la fertilità che prima uomini e donne facevano separatamente

Di già immediata applicazione è, il progetto One4Two – Next Generation Sequencing per lo screening dell’infertilità di coppia, elaborato dall’altra Start Up nata in seno al CEINGE: la FUTURA Diagnostics diretta daRossella Tomaiuolo, professore associato di Scienze tecniche di medicina di laboratorio presso il Dipartimento di Medicina molecolare e Biotecnologie mediche dell’Università Federico II e principal investigator del CEINGE, a capo di un gruppo di ricercatrici tutte al femminile, (premiate per questo anche con il Premio speciale Pari opportunità e imprenditorialità femminile del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri)composto da Federica Cariati, Valeria D’Argenio, Barbara Lombardo, Maria Valeria Esposito e dall’economista Alessia Berni.

“Si tratta di un kit diagnostico – spiega Rossella Tomaiuolo – che permette di eseguire in un’unica seduta analitica lo screening di malattie genetiche e alterazioni cromosomiche correlate all’infertilità di coppia sfruttando una metodica genomica d’avanguardia”.

La grande novità di questo kit, come evidenzia la Tomaiuolo, “è la possibilità di riunire in un solo esame oltre venti diverse indagini che prima uomini e donne dovevano fare separatamente”. Il kit è stato realizzato grazie alla selezione delle alterazioni genetiche e cromosomiche correlate all’infertilità di coppia in base all’incidenza delle mutazioni, alla gravità del quadro clinico e all’importanza del quadro patogenetico associato.

I vantaggi della scoperta per il Sistema Sanitario Nazionale

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Italia l’infertilità riguarda circa il 15% delle coppie. In particolare si stima che il 20% delle cause di infertilità siano genetiche, e quindi, un numero sempre crescente di indagini genetiche è inserito sia nell’iter diagnostico per la ricerca delle cause dell’infertilità sia tra le indagini che precedono l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Oggi – spiega Rossella Tomaiuolo – ciascun membro della coppia deve sottoporsi a decine di indagini ultraspecialistiche, spesso ricorrendo a laboratori diversi: questo genera una dispersione delle risorse in termini di tempi, costi e soprattutto un ritardo nella diagnosi e quindi nell’ottenimento della gravidanza”.

Da questa esigenza è nata la sfida di FUTURA Diagnostics di ottimizzare e semplificare il percorso diagnostico per la coppia, armonizzando e migliorando nel contempo il percorso analitico per il laboratorio. Ad oggi One4two è l’unico kit diagnostico al mondo che da un unico prelievo di sangue, e in un’unica seduta analitica, permette di valutare insieme le alterazioni genetiche e cromosomiche associate all’infertilità e alle malattie ereditarie più frequenti.

Prossima tappa a Rende il 3 Dicembre per il Premio Nazionale per l’Innovazione

 Entrambi i progetti del CEINGE, che si giovano anche del management progettuale scientifico dell’Università Federico II di Napoli che opera nel Centro napoletano di Biotecnologie Avanzate, parteciperanno il 3 e il 4 Dicembre all’Università della Calabria al PNI, il Premio Nazionale per l’Innovazione, una sorta “coppa dei campioni” tra i migliori progetti d’impresa hi-tech della ricerca accademica italiana.

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